La donna nel buio
Data: 10/06/2019,
Categorie:
Etero
Autore: aspassoconme
... col tempo si era rivelata più inutile di una bottiglia di plastica rotta dal fondo.
Sia come sia, la frequentazione delle due coppie fu assidua, altre coppia roteavano intorno ai quattro, senza che si creasse quella intimità che si era creata tra loro.
Dario continuava a dare nomignoli a tutti, metteva risate su risate e parolacce sempre più irripetibili e Adele rideva ormai senza la minima inibizione alle sue frasi e Roberto aveva un senso profondo di rispetto e stima verso di lui e Teresa era sempre più innamorata. Mentre succedeva tutto questo, Dario si trovò tra gli occhi una e-mail che non riusciva a decodificare.
“A chi posso raccontare che mi piaci, a chi dirlo senza che mi sputerebbe in faccia per quello che mi susciti, so soltanto che il vederti per me è diventata una droga”
Dario formulò una serie di ipotesi: la sorella ventiduenne di Teresa volesse fare la porca con lui? Pensò al loro rapporto, cercando di cogliere delle sfumature magari finite in cascina che potessero essere determinanti. Pensò anche ad uno scherzo degli amici, si immaginò le loro frasi di scherno , le loro risate, il suo sentirsi un fesso, come in effetti si sentì quando vi pensò.
Nella sua confabulazione si interrogava sui sorrisi delle sue due colleghe di lavoro. Vi era della malizia?
Magari quella barista dove ogni mattina consumava cornetto e caffè ma come poteva conoscere la sua e-mail ? Poteva essere anche la segretaria del commercialista, quella aveva tutti i suoi dati ...
... ma mai gli aveva dato l’ idea di un qualche interesse che non riguardasse il lavoro.
Due giorni passati a pensare, altrettanti senza venire a capo di una soluzione. Una risposta a quella mail chiaramente inventata
, quanto meno per avere possibili indizi sull’ autore.
Quello che più lo infastidiva era l idea di essere preso per fesso dai suoi amici…e se fosse stata Teresa che lo voleva mettere alla prova? In fondo lei sapeva quanto era stato “gira fighe” , così lo chiamava, quella era una possibilità da tenere in seria considerazione.
“Chi sei? Veramente non dovrei nemmeno risponderti dato che non hai avuto le palle di farti riconoscere. Cmq se è uno scherzo, io non mi sto divertendo per niente, quindi faresti bene a chiudere qui, con queste cazzate”
Risposta. “ Non è uno scherzo e sono mesi che va avanti questa cosa, sei diventato come un tarlo per me, chissà forse dovrei scoparti per levarmi questa ossessione. Non posso dirti chi sono, devo salvaguardare me stessa e anche te” .
Accidenti, non aveva l’ aria di uno scherzo, anzi sembravano parole preoccupate, sinceramente preoccupate, terribilmente seriose. In tutto questo emergeva, riaffiorava come un impulso mai assopito, il suo essere maschio, due anni che non si sentiva così, quella strana brezza che da un flirt di contrabbando. Ne aveva avute tante di storie così, un gusto particolare nello scoparsi una fidanzata di qualche altro, anche qui dovremmo scomodare qualcuno dedito alla psicanalisi per capire ...