GENESI
Data: 11/06/2019,
Categorie:
Etero
Autore: suve
�Ero lì, nel mio candido lettino, e ho sentito una voce che diceva......�Le parole de �La Genesi� di Guccini riempiono l�auto mentre guido sulla tangenziale.Mi è sempre piaciuto Guccini e questa è una delle sue canzoni che preferisco; per me ha un significato speciale. Questo dal mio incidente sei mesi fa.Andare in moto è fantastico, ti dà un senso di libertà che poche altre cose. Ma andare in moto è anche pericoloso, specie se chi la guida, in questo caso io, è un pochino incosciente.Ti senti un Dio quando fai ruggire il motore e sfrecci tra le auto sulla provinciale fregandotene di code e rallentamenti. Poi capita che una panda non rispetti lo stop e ti si pari davanti all�improvviso, quando la tua velocità è �un pochino� sopra i limiti.Così da centauro diventi, per pochi orribili metri e secondi, un oggetto volante non identificato che si schianta sull�asfalto.Mi è andata bene: ematomi dappertutto, qualche abrasione, braccio destro e gamba sinistra rotti. Moto da buttare. Beh, il casco mi ha salvato la pelle, questo è l�importante.Così ero disteso, in trazione, in uno degli ospedali cittadini a rimuginare sulla caducità delle cose umane. Traduzione: a bestemmiare in quindici lingue, alcune inventate sul momento, per il fatto di essere lì, immobilizzato.Unica consolazione che in quel reparto lavorava la mia ragazza: Rita, 27 anni, insieme da tre. Non che potesse dedicarsi a me a tempo pieno ma, almeno quando era di turno, ...
... appena aveva un secondo veniva da me a vedere come stavo.Come stavo: i primi giorni male, veramente. Dolori dappertutto, per fortuna alleviati dai medicinali. L�operazione aveva ridotto la frattura alla gamba ma ero costretto per almeno 30 giorni a non alzarmi. Stordito da anestesia e antidolorifici la prima settimana mi è volata, poi ho ripreso a ragionare e �rimuginare�. Con l�imbarazzo di non poter andare al bagno da solo, e quindi dover sottostare a �padelle e pappagalli�, specie quello della prima volta che un�infermiera è venuta a lavarmi. Cose che mai mi erano capitate e che ora dovevo subire senza poter far nulla. Compresa quella del �bagno� alla seconda settimana, quando stavo nettamente meglio e quindi potevo avere �altri pensieri�, in cui una erezione prepotente accompagnò l�opera della solerte infermiera che sogghignava lavandomi. Per fortuna, dicevo, lì lavorava la mia ragazza e, penso per un accordo tacito, da quel momento ci pensò sempre lei a lavarmi.Parlando le dissi della mia reazione e del mio imbarazzo e lei, ridendo, mi confessò che capitava spesso ai ragazzi giovani e immobilizzati. Era una reazione fisiologica anche per la forzata astinenza.Il pensiero della mia ragazza che osservava da vicino i cazzi eretti di altri uomini entrò tra le mie preoccupazioni. Focalizzando su di me compresi, in effetti dall�incidente non avevo più avuto rapporti ed ora, a tre settimane dal fatto, il pensiero del sesso occupava molto del mio tempo. Non mi era d�aiuto ...