1. La sottomissione di Chiara - 6


    Data: 14/06/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: elegant_master@protonmail.com

    ... estremi di un’asta di acciaio che le teneva le gambe ben larghe. In mezzo all’asta c’era un anello. A questo anello era attaccato l’estremo di una piccola catena. L’altro estremo era attaccato all’anello del collare. La catena era corta, quindi il corpo di Chiara era ripiegato su sé stesso, col viso che guardava i piedi. Nel suo culetto era inserito un gancio anale, che era fissato con una corda a un anello fissato al soffitto: la corda era tesa in modo tale che Chiara non potesse piegare le ginocchia e fosse costretta a stare in punta di piedi. I polsi erano fissati alla parete, sotto la finestra dell’imbarcazione, all’altezza del suo collo e a una distanza maggiore della larghezza delle sue spalle. Non poteva fare alcun movimento. Arrivò la prima sculacciata. Forte. Alla base della natica in modo che la vibrazione arrivasse alla fighetta. Chiara ebbe un brivido di dolore e di piacere insieme. Soppresse un grido. “Mi scusi Signore. Grazie per punirmi Signore” Arrivò la seconda sculacciata, ancora più forte. “Ahhh!...” Arrivò la terza, e poi la quarta. Poi silenzio. Senza un solo gemito, Chiara piangeva. Le sue lacrime cadevano sul pavimento di legno ben pulito. Non piangeva per il dolore. E nemmeno per l’umiliazione. Piangeva perché aveva turbato Carlo. Perché sentiva quanto era scosso alla sola idea di essere stato vicino a perderla. Carlo la slegò, cominciando dal toglierle il gancio anale. Lei si afflosciò per terra. In ginocchio, si aggrappò alle sue ginocchia, ...
    ... bagnandogli le gambe con le sue lacrime. Lui la sollevò prendendole il viso fra le mani e la guardò negli occhi. La baciò con una forza che lei non aveva mai sentito. Poi la strinse a sé. “Mi perdoni Signore” disse lei ancora singhiozzando “Non lo farò più. Non nuoterò più” Lui la prese per i capelli dietro la nuca e tirò forte, staccando il suo viso dalla sua spalla. “Non dire stupidaggini. Non devi smettere di nuotare. Devi imparare a non metterti in pericolo” “Si Signore. Lo prometto” “Non posso perderti” “Lo so Signore. Mi dispiace così tanto” “Tuffati di nuovo. Nuota stando attenta alla corrente e ritorna” Chiara esitò per un istante. Ma capì subito. Carlo voleva che superasse la paura. E che imparasse. Chiara uscì e si tuffò. Nuotò abbastanza a lungo, sempre all’interno della baia. Nei punti dove c’era maggiore corrente, stando molto vicina alla riva. Carlo non staccò gli occhi da lei. Quando tornò, era lì ad abbracciarla. * * * Poco prima del tramonto, il tender accostò la grande barca a vela. Un marinaio in divisa accolse Carlo e Chiara e fece loro strada. “Buonasera!” disse energicamente l’uomo che aveva salvato quest’ultima, alzandosi in piedi. Stava leggendo un libro sul ponte principale. Accanto a lui due bellissime ragazze che parlavano fra loro, probabilmente due modelle, in bikini e pareo. Sul tavolino c’era una bottiglia di Champagne mantenuta in un contenitore di acciaio pieno di ghiaccio e un vassoio con raffinati aperitivi. “Non ci siamo presentati” disse Carlo ...
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