1. DIVINITA' IN GINOCCHIO


    Data: 18/07/2019, Categorie: Etero Lesbo Autore: Browserfast, Fonte: RaccontiMilu

    1. Il regalo E’ il tipico rumore di passi sul sentierino di pietre in mezzo al prato. Parole bisbigliate che non comprendo, i passi che poi si trasferiscono sulla piattaforma di mattonelle del bungalow.. Ascolto quei rumori e aspetto. A letto, coperta da un lenzuolo, ma non dormo Le voci adesso sono più vicine, appena al di là della finestra semichiusa. Quella femminile bisbiglia “ti prego, ti prego”, quella maschile replica “no, dai no... qui? perché?”, ma dal tono non mi sembra tanto convinta. “Qui non ci vede nessuno”, dice la ragazza. Poi silenzio e, credo, il mugolio di un bacio. E dopo il bacio respiri più pesanti. “E se la tua amica ci sente?”, “ha il sonno pesante, quella, la conosco”. Due rumori in sequenza, uno leggero, un po’ sordo, l’altro ancora più leggero, un fruscio. Un ginocchio sul pavimento, i pantaloncini che calano, direi. Poi la colonna sonora inconfondibile di un pompino. Succhi, risucchi, gemiti soffocati, sospiri. Non dura tanto, ma nemmeno poco. In teoria dovrebbe essere eccitante. In pratica lo è ma non moltissimo, anche se quasi inconsapevolmente porto una mano sul seno proprio mentre dall’altra parte del muro il maschio sussurra alla sua femmina un compiaciuto “cazzo!”, gonfio di piacere esasperato. Dopo quel “cazzo” i mugolii della femmina diventano una cantilena quasi disperata, soffocata dalla carne dura spinta in bocca. I respiri del maschio sono quasi dei rantoli. Tutto precipita verso quel finale che conosco bene. - Lo volevo tanto, non  sai il regalo che mi hai fatto... a dopo – sussurra lei. La porta del bungalow si apre e si richiude alle sue spalle. Tutto ripiomba nel buio. Ma al buio sono ormai abituata, e la vedo. - Sei sveglia? – sussurra la ragazza. - Sì – rispondo piano. - Mi lavo i denti, mi faccio una doccia e sono subito da te. - Non ci pensare nemmeno, troia - le rispondo con un tono a metà tra il divertito e l’apprensivo - spogliati e vieni qui. Mi scopro e mi mostro nuda. Ma penso che per vedermi debba un po’ abituarsi all’oscurità anche lei. - Scherzavo... – risponde ridacchiando e iniziando a togliersi la maglietta e i pantaloncini. Tutto. Si stende accanto a me. “Ti ho portato un regalo”, mi dice prima di baciarmi e infilarmi la lingua in bocca. Il sapore di sperma è ancora molto forte. Le passo la lingua sui denti e sulle gengive, per ripulire tutto quel che è rimasto. E’ la seconda volta in due giorni che bacio una ragazza cui hanno appena sborrato in bocca e ho scoperto che mi piace da morire. E’ una cosa tenera e oscena al tempo stesso. E con Serena anche molto più intima che con Tanita. Con quest’ultima, in fondo, è stato solo un caso, visto che ci siamo ritrovate a succhiare il cazzo dello stesso uomo immerse nel buio di un parco londinese. Con Serena no, è una mia amica. Una notte, tre settimane fa, il giorno prima di partire per l’Inghilterra, l’ho desiderata, tantissimo. E gliel’ho detto, gliel’ho scritto. Poi mi è passata. Ma adesso, anche se con tutti i dubbi del caso, la voglia è ...
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