1. 054 - Giacomo, la sorella e la sua famiglia contadina


    Data: 19/07/2019, Categorie: Etero Sesso di Gruppo Incesti Lesbo Dominazione / BDSM Autoerotismo Gay / Bisex Autore: ombrachecammina, Fonte: RaccontiMilu

    Vivevo con i miei genitori in un paese distribuito su una collinetta e immerso nel verde della campagna padana. La nostra cascina era situata sul cucuzzolo della collina e dominava la valle sottostante. Dall�alto vedevo distese di prati e in fondo a questa immensa superficie un bosco fitto e lussureggiante. In quella grande casa padronale, passai la mia gioventù, rifiutandomi, per fortuna, di seguire le orme contadine, di mio padre e dell�intera mia famiglia. Il mio nome è Giacomo e terminate le scuole dell�obbligo, contrariamente agli altri, volli proseguire gli studi e mi diplomai al liceo scientifico, proseguendo poi l�impegno, iscrivendomi all�università di architettura e laureandomi poi come architetto. Oggi, all�età di ventiquattro anni, dopo un anno di normale �gavetta�, ho avuto la fortuna di entrare in uno studio di un famoso architetto e di diventare in breve tempo un professionista stimato e apprezzato e sono soddisfatto delle scelte intraprese in più giovane età. L�episodio che mi fece crescere e maturare sotto alcuni aspetti concreti, avvenne un pomeriggio di un giorno d�estate. Avevo compiuto da poco diciannove anni e un giorno, subito dopo pranzo decisi di recarmi in quel posto incantevole che io chiamavo �il mio rifugio� . Riempii il mio zainetto, inserendovi una bottiglia d�acqua, quindi un ampio lenzuolo da bagno e un libro, quindi inforcai la mia bicicletta e percorsi in discesa, il viale alberato che conduceva alla mia casa, al termine del quale , mi ...
    ... trovai in pianura, prolungai il tragitto di altri duecento metri, e giunsi così ai margini del bosco, seguii la stradina sterrata e penetrai all�interno della fitta vegetazione. Ogni volta che percorrevo quella stradina, circondata da alberi di alto fusto, mi pareva di entrare in un tunnel senza uscita, ma poi, all�improvviso, i raggi del sole comparivano e ci si trovava in un grandissimo spiazzo circolare, tagliato al centro da un torrente di acqua limpida e cristallina. Io, appoggiavo la bicicletta contro un albero, stendevo la coperta sul soffice prato, mi spogliavo rimanendo in slip, quindi mi sdraiavo al sole, estraevo dallo zainetto il libro e mi immergevo nella lettura. In quel posto ci passavo le ore, sempre solo, assolutamente solo, con i soli uccellini che, con il loro cinguettio, facevano da colonna sonora, assieme allo scrosciare dell�acqua, ai miei pomeriggi assolati. Quasi sempre verso le cinque del pomeriggio, approfittando della mia solitudine, mi spogliavo nudo e mi avvicinavo ad un ampia ansa del corso d�acqua, dove le forti correnti lasciavano il posto ad uno specchio di acqua ferma e piatta, camminavo poi con i piedi nell�acqua, sulla sabbia ghiaiosa del fondale digradante e mi accorgevo, a mano a mano che avanzavo, che il mio corpo immergendosi si adattava gradatamente alla temperatura del liquido che lo circondava. Quando l�acqua mi arrivava al torace, prendevo una decisione eroica e mi immergevo completamente, iniziando a nuotare fino ai margini di questo ...
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