1. 126 - La porca di mamma Nadia, le gemelline, il figlio e........


    Data: 10/09/2019, Categorie: Etero Incesti Sesso di Gruppo Lesbo Gay / Bisex Autore: ombrachecammina, Fonte: RaccontiMilu

    Mia mamma e amante Nadia, dopo il nostro infuocato rapporto, una sera, approfittando dell�assenza delle gemelle, mi volle parlare. Fu, da parte sua, un discorso giustificativo, improntato quasi a voler in qualche modo legittimare, il suo comportamento nei miei confronti. Mi disse anche che io non avevo colpe e che era stata lei a provocarmi e che io non ero semplicemente stato capace di resisterle. La lasciai parlare, poi, non so se per un che di orgoglio maschile o per chissà quale altro recondito motivo, le spiegai il mio punto di vista. Le dissi che a mio parere, anch�io avevo fatto la mia parte, le confessai che fino a dieci giorni prima, io non l�avevo mai considerata come donna e nemmeno mi era passato per la mente di fare l�amore con lei. Alla fine si arrivò, entrambi d�accordo, che era stato il fato ad attirarci in quell�infernale tranello e che se avessimo voluto, probabilmente, fra di noi, non sarebbe mai più successo niente.Come si sa da secoli, le ultime parole sono sempre le più famose e così dopo quei bellissimi discorsi e dopo tutti i buoni proponimenti, forse ancora per colpa del fato, o forse semplicemente per la forte carica erotica che emanava mia madre, quella sera, ci facemmo nuovamente invischiare ed attrarre da un dolcissimo e passionale rapporto d�amore.Dopo, a bocce ferme, mentre ancora nudi sul letto, ci facevamo le coccole come due teneri amanti, le dissi alcune cose che forse lei non gradì ma che non potei fare a meno di ribadire. Le spiegai, che,  vista la situazione, sarebbe stato meglio che quando girava per casa, indossasse almeno un paio di mutandine, le dissi anche che non poteva, mentre predicava a se stessa e a me, mille buoni propositi, starmi seduta davanti con le cosce aperte, che non doveva avvicinarsi a me abbracciandomi strettamente incollando come una sanguisuga il suo corpo al mio�. Lei mi rispose semplicemente con un proverbio banale ma certamente molto efficace: Dal dire al fare��Già, certo, in mezzo c�era il mare. Purtroppo o che ne so, forse per fortuna, questo mare era per noi un piccolo rigagnolo che si poteva guadare molto facilmente. La baciai delicatamente sulla bocca, poi le nostre lingue si avvoltolarono nuovamente, i nostri sensi, presero ancora il sopravvento, la passione un�altra volta ci travolse e ci guidò ad avvinghiarci uno all�altra, lei si voltò di schiena, le gambe aperte ed io per la prima volta mi sdraiai con il mio cazzone teso scivolandole fra le chiappe, la mia mente totalmente obnubilata dalle mille paradisiache sensazioni, lei mi disse di alzarmi, di aspettare ed io mi misi in ginocchio, emozionatissimo, con degli stranissimi tremolii nello stomaco, vidi il suo culo sollevarsi e la schiena arcuarsi armonicamente. Poggiai le mie mani sui suoi fianchi e spostai il mio bacino qualche centimetro più avanti, la mia bavosa cappella fra le sue natiche candide, la sua voce roca che mi supplicava di prenderla ed io affondai nella sua vagina con un solo colpo. La penetravo scivolandole ...
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