Il mio primo pompino (reale, andò proprio così)
Data: 31/10/2019,
Categorie:
Prime Esperienze
Autore: kenfalco123
Che non fossi uguale a tutti i miei coetanei l’avevo sempre sospettato, alcuni indizi già in età adolescenziale mi avevano dato sempre più da pensare che,forse forse, eterosessuale non lo ero al 100%.
Che mi piacessero le ragazze era fuori discussione, le amavo le desideravo le corteggiavo ma quando mi trovavo negli spogliatoi della squadra di calcio locale e vedevo tutti quegli uccelli mi prendeva una voglia matta di inginocchiarmi e prenderli tutti in bocca uno dopo l’altro, immaginarmi di baciarli sulla bocca mi dava il voltastomaco ma pensare di essere alla mercè di tutti quei ragazzi che facevano di me ciò che volevano mi dava un’eccitazione pazzesca tanto che era difficile a volte mascherare l’erezione che si faceva largo nelle mie mutande.
Un altro indizio lo riscontrai quando, con il mio amico inseparabile Giovanni, girando in lungo e in largo con le nostre biciclette per il paese dove vivevamo verso la fine degli anni ’70, ci imbattevamo in uno dei tesori più ricercati dai ragazzi della nostra età: il giornale porno usato e buttato via lungo la strada.
Non avendo Internet ed escludendo a priori l’idea di fare domande ai ragazzi più grandi sull’universo “sesso”, onde non incorrere in prese di culo clamorose con rischio di essere etichettati a vita come sfigati, il giornale porno (escludendo le pagine irrimediabilmente incollate da ripetute sborrate) rimaneva l’unico modo per un tredicenne per soddisfare la propria curiosità e per sfogare i primi istinti ...
... ormonali…e lì ci fu l’indizio dirimente…mi resi conto che mentre gli altri miei amici si eccitavano estasiati davanti a quelle foto immedesimandosi nell’uomo che scopava e inculava fighe e se lo faceva succhiare io mi immedesimavo nella “lei” di turno eccitandomi al pensiero di quelle verghe che si facevano strada in qualunque mio orifizio… pensando di succhiare e prendere in bocca quei nodosi uccelloni e bere fino all’ultima goccia quelle incredibili sborrate
Quando eravamo in 4 o 5 lo sfogliare questi giornali (almeno quelle pagine ancora leggibili, anche se c’era sempre quello meno schizzinoso che provava a riaprire anche quelle più incollate finendo inevitabilmente per strapparle) avveniva in un clima di presa di culo generale, tutti a scherzare, a prendere in giro il primo che si eccitava, (come se gli altri fossero uomini vissuti e le donne ne avessero viste a migliaia) anche se poi regolarmente il rito si concludeva sempre con una sega, rigorosamente di gruppo, e al momento di calarsi le mutande tutti mostravano delle prepotenti erezioni.
Messo via il giornale con accuratezza e nascosto nella speranza (vana) di ritrovarlo una seconda volta cominciava il rito. La gara di sborrata era vinta in partenza da Giovanni che, vantandosi di aver messo a punto una tecnica particolare, inanellava una delle sue serie di schizzi per le quali era diventato famoso tra i coetanei, i pochi che avevano assistito ad una delle sue performances ne erano rimasti impressionati a vita tanto ...