-
Dal buio alla luce!
Data: 31/10/2019, Categorie: Etero Autore: abeba
... in un mondo di problemi. Per fortuna avevo ancora quei pochi risparmi relativi ai guadagni ne porno, ma i soldi…si sa finiscono presto! Non volevo nemmeno chiedere aiuto a Marco o a Gianna, loro erano sempre stati contrari alla mia entrata nel mondo della celluloide porno. L’orgoglio non me lo permetteva. L’azienda in cui lavoravo precedentemente non volle più riassumermi e non trovavo altro che lavori saltuari come commessa, ragazza di sala nei bar o discoteca…andai perfino a fare le pulizie nelle case della gente. Naturalmente ebbi nuove esperienze piuttosto obbligate per la mia nuova condizione finanziaria. Eccone alcune: 1) …ero da poco commessa in un negozio di abbigliamento e il proprietario mi aveva assunto in prova per tre mesi. Dopo un mese ero ormai autonoma per cui a volte (specie il lunedi, il padrone e la sua consorte allungando il weck-end) mi lasciavano sola in negozio con la commessa fissa che avevano. Un lunedi invece mi ritrova sola con il padrone, la commessa fissa si era presa una giornata d i ferie e la moglie del proprietario era rimasta due giorni in più nella casa al mare. Dopo due ore circa mi manda nel retro a riordinare i nuovi arrivi, era un lavoro che non sopportavo, svuotare gli scatoloni e appendere gli abiti sulle grucce o piegare per bene le maglie. Comunque quello dovevo fare! Dopo mezzora comparve il proprietario e iniziò a farmi delle avance…io avevo già notato nelle settimane precedenti che ogni tanto buttava lo sguardo sulle mie ...
... forme, inoltre quando la moglie e la commessa erano impegnate lui riusciva sempre a farmi delle battutine ironiche. Solo che quella volta ero sola…che fare? Se dico di no perdo il lavoro sicuramente, se accetto poi come finirà? Divenne insistente ed iniziò a toccarmi mentre eseguivo il mio lavoro…non ne avevo voglia e oltre a non era neanche un bell’uomo. Pelato con i capelli più bianchi che brizzolati; aveva 60 anni ed era obeso. Ad un certo punto mi disse:” Se vuoi lavorare ancora per me è meglio che la smetti di fare tante storie…tanto sei tu che ci rimetti! Per cui adesso spogliati…voglio vederti nuda”. Io le dissi solo che in negozio non c’era nessuno e se entrava un cliente? Lui mi rispose: “Tu non preoccuparti, il negozio stamani è chiuso!”. Cosi per non perdere quel lavoro mi spogliai completamente. Lui mi guardava come un porco e , ricordo bene, aveva un sorriso molto soddisfatto. Iniziò a toccarmi le tette, a strizzami i capezzoli, a palparmi il culo e mettere le sue dita nella figa. Poi si tirò giù i pantaloni e gli slip e mi disse: “adesso voglio che me lo prendi in bocca”. In un attimo avevo il suo cazzo che odorava di piscio in bocca e mentre proseguivo col pompino mi stringeva le tette. In seguito mi fece distendere sul tavolo dove solitamente si piegano le maglie, mi tirò le gambe per avvicinarmi al suo uccello duro e mi penetrò la figa. Stava godendo proprio come un porco con la sua puttana. Poi sempre in quella posizione mi alzò le gambe sopra le sue spalle e ...