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Il volto del Diavolo
Data: 04/11/2017, Categorie: pulp, Autore: Hermann Morr
... afflosciato a terra, fissato dalla forza centrifuga, per pochi minuti. Poi si mosse nuovamente, chiuse la visiera e si lasciò cadere steso. Prometeo guardava la volta sopra di lui con occhi umani. Appena liberato e subito un suicidio impenitente, dopo mille anni di inattivita non c'era affatto male, non aveva perso lo smalto. Attingendo ai ricordi di Elio non ebbe difficoltà a sapere come attivare il contatto radio con la nave e cosa dovesse dire. " Capitano. Sono il padrone. Qui tutto bene, sarò indietro in circa quindici minuti." Si alzò con prudenza e fece qualche esercizio per riprendere confidenza, l'ultima volta che aveva avuto un corpo era stata prima del Diluvio, non era infastidito dalla scarsità dell'ossigeno rimasto nella tuta, ma la mancanza di pressione gli causava un gonfiore e formicolio a mani e piedi. Si avviò senza fretta, aveva tempo. Certo, non quanto l'altra volta, aveva avuto a disposizione migliaia di anni l'altra volta. Confinato nell'aria, senza la possibilità di agire direttamente, ma nel mare e nella terra aveva avuto due validi alleati ed esecutori delle sue istruzioni: Lilith e Azazel, il figlio che con lei aveva concepito. Bella squadra erano stati, avevano giocato splendidamente ed erano arrivati vicini alla vittoria tanto quanto l'Onnipotente era stato disposto a sopportare. Ma tutti i bei giochi finiscono, la squadra si era sciolta e i suoi aiutanti avevano ricevuto il premio promesso. Perchè lui era Prometeo, che dona il fuoco all'Umanità, e ...
... sul punto non aveva per nulla mentito, un intero lago di fuoco tutto per loro senza mai fine. Promessa mantenuta. Bohemian Groove non era una di quelle grandi colonie a cilindro dove si riproduceva l'ambiente naturale, era stata una stazione commerciale più modesta, a cerchi concentrici collegati da pozzi ascensore, come i ponti di una nave. Lui si trovava nel cerchio esterno, quello destinato all'attracco delle navi, carico merci, attività commerciali e ricreative, era dunque diviso in boulevards e saloni molto spaziosi, piuttosto che in corridoi e cabine. Uscì dalla Boutique, che faceva parte di un loggione soprelevato, fatto di negozi abbandonati con le loro merci. Scese la scala per la galleria principale, il suo faro gli permetteva di cogliere solo particolari separati, non poteva vedere un chiaro insieme, eppure quelle linee semplici, il silenzio, l'altezza delle volte sproporzionata rispetto alle dimensioni umane, gli ricordava un altro posto molto più luminoso. Quello in cui aveva aperto gli occhi per la prima volta, all'inizio della Creazione. E la prima cosa che avesse visto erano altri occhi nei suoi, quelli del Kadmon. E c'era stato un momento, sul tramontare del quinto giorno della Creazione, in cui gli angeli erano stati riuniti in un salone simile a quello che stava attraversando, e lui, a nome di tutti loro, si era rivolto al Kadmon. “ Perché l’Adamo ? Non ti bastiamo noi ? Noi angeli pensavamo che la Terra fosse fatta a nostra misura e che ci avresti dato da ...