1. Diario di una escort (parte 2)


    Data: 13/11/2019, Categorie: Etero Autore: Frank721, Fonte: Annunci69

    Sono passati alcuni giorni da quella sera alla pompa di benzina e poi in discoteca ma non riesco a smettere di pensarci. Passo da momenti di libidinosa attesa ad altri di completo disgusto per me stessa. Questo è uno di quei momenti. Sesta ora. Storia. Come sempre faccio finta di ascoltare il professore assorta nei miei pensieri. Ma come cavolo ho fatto a lasciare il mio numero ad uno sconosciuto, come una puttana? E quello ha anche detto che mi avrebbe trovato dei clienti… Sei una stupida, Angi! Rabbrividisco, nonostante non faccia affatto freddo. Non per il timore che qualcuno mi chiami sul serio ma perché sotto sotto spero che qualcuno lo faccia. Dopo giorni di autonegazione mi sono arresa al fatto che mi è piaciuto essere trattata come una prostituta, e questo mi confonde. Distrattamente accavallo le gambe sotto il banco, coperte da una minigonna di jeans che fascia a malapena le mie cosce tornite e lisce, e riprendo a mangiare la matita come facevo un attimo fa. Ma un guizzo nello sguardo del professore mi attira. Vedo i suoi occhi muoversi velocemente dalla mia bocca leggermente aperta, le labbra coperte di lucidalabbra, alle mie gambe, rimanendo fissi per qualche istante sullo scoscio cercando di raggiungere ciò che cela.
    
    I nostri sguardi si incrociano per un attimo e lo vedo avvampare di vergogna tentando di riprendere il filo del discorso. Guardo i miei compagni e noto che nessuno ha notato quel che è successo. Torno a guardare il professore e comincio a chiedermi se lui abbia, da qualche parte, il mio numero di cellulare, arrivatogli per vie traverse… Angelica! Potrebbe essere tuo padre, santo cielo! Scuoto la testa per scacciare il pensiero ma sento tornare l’eccitazione che per giorni mi ha dominato. La controllo a fatica e guardo di continuo l’orologio pregando che la lezione finisca in fretta. Finalmente la campanella suona e sollevata esco finalmente da scuola. Casa mia non è molto distante da scuola e la posso raggiungere facilmente a piedi o farmi due fermate di pullman. Opto per la prima scelta e mi incammino immersa nei miei pensieri. Mentre cammino per il viale alberato sento il cellulare squillarmi nella borsa. Sbuffando lo cerco con la mano. Sarà o Cinzia o mio padre. Lo prendo e guardo il display. Con mia sorpresa non riconosco il numero. Il cuore comincia a battermi forte. Non sarà mica… Mi siedo su una panchina con il telefono in mano che squillava. Il mio dito esitante è sospeso sul tasto “rispondi” ma proprio quando lo sto per toccare la chiamata si interrompe e mi esce il messaggio “chiamata persa”. Esalo un respiro di sollievo e mi appoggio allo schienale della panchina. Ci è mancato poco… Improvvisamente il telefono ricomincia a squillare insistente. Lo stesso numero di prima! Mi manca il respiro ma alla fine rispondo. Con voce un po’ tremante rispondo –Pronto?...- -Ciao sei Samantha?- è la voce di un uomo. Sento il cuore battermi ancora più forte ma un calore mi si accende nel ventre. Mi hanno chiamato… Cerco di ...
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