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La maschera
Data: 22/11/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Tibet
... servitù. Adorava essere piegata in avanti e posseduta da dietro... dovunque fossero. Sentire la grossa verga spingere prepotente, entrare... allargarla, causarle un flusso continuo di umori che si riversano copiosi lungo le cosce, godeva il gioco del negarsi... di costringerlo alla violenza, a spogliarla... a strapparle gli abiti da addosso, godeva dei suoi morsi, di essere segnata da lui... dai suoi denti. Godeva di essere preda, abbattuta a terra... sui gradini della scala che portava al piano superiore. Lui che le alzava la gonna alla vita, strappava e buttava da parte il suo intimo e incollava la bocca alla sua conchiglia e mordeva forte le gonfie labbra esterne, il clitoride infiammato e dolente dai ripetuti e frequenti contatti. Lo stringeva forte con i denti, tanto da causarle un dolore atroce che si mescolava con il suo piacere e la faceva cadere in orgasmi senza fine, né limite. Le doleva tutto... e tutto le dava piacere. I capezzoli eternamente inturgiditi, sollecitati dai morsi, il clitoride... la bocca martoriata dai feroci baci del suo uomo. Presto... lui la iniziò a pratiche sessuali inusuali nel suo ceto sociale. La costringeva in ginocchio e la possedeva in bocca, ferocemente spingeva la grossa verga fino in fondo, in gola, la teneva forte con le mani per la testa, intrecciando le dita nei suoi folti capelli corvini e la possedeva così fino a godere, le riversava in bocca, in gola... sul viso... sui capelli, quantità eccezionali del suo sperma. La iniziò al ...
... piacere anale, lei non godette subito di questo, la prima volta fu una vera e propria violenza... lei caldissima si, vogliosa si, ma timorosa di essere aperta da quel grosso tronco di carne fremente. Si vedeva squartata... aperta per sempre. Lui... la prese senza nessun riguardo. Spinta a forza con il petto sul tavolo, tenuta fortemente, il lungo tormento della penetrazione... e poi le spinte, le sue urla che si propagavano per le ampie sale. I colpi sempre più vicini, frequenti, il dolore, il senso di disagio nel sentirsi riempita da quel corpo estraneo. Il godere... il piacere del suo uomo, il suo lungo urlo che si trasformava in rantolo. Lo sperma nel suo intestino. Presto iniziò a godere di quel modo di fare sesso. Godeva nell'essere penetrata, sbattuta, riempita, l'orgasmo che provava era diverso da ogni altro. Lo cercava. Si offriva. Si metteva sul pavimento a carponi e gli mostrava il suo splendido deretano, la pelle soda color dell'avorio. Il suo garofano scuro che appariva arrossato, gonfio... usato. Lui la possedeva in piedi, le ginocchia piegate... penetrandola a fondo, forzando i colpi, prendendola alternativamente davanti e dietro. Alejandro passava le sue giornate così. Raggiungeva il suo studio, lavorava un pò, lo lasciava alla ricerca di lei. Ritornava. E nuovamente lo lasciava. Fino a sera. La notte si fermava nello studio. Dormiva poco. Mangiava poco. Dimagriva e gli occhi avevano assunto un aspetto febbrile. Spesso tornava nella loro camera nuziale e la ...