1. Silvia Tornerà II - La Belva Là Fuori (Seconda Parte)


    Data: 22/11/2019, Categorie: pulp, Autore: Orlando

    ... malcelato imbarazzo voltandosi verso Rosa che sopra quella sedia aveva ripreso a strusciare le grandi labbra della sua vagina. -*Ooooohhh...quella piccola stronza. Ci ha mandato quel grosso cane superdotato per metterci alla prova. Vuole sapere quante troie ci sono in paese...ma io non resisto. Non ci riesco...non posso...non è giusto.*- disse Rosa con la voce deformata dall'eccitazione mentre una sua mano si infilava ormai a tre dita per molestare le piccole labbra e carezzare di tanto in tanto il clitoride -*Ho paura Suor Celeste...ho tanta paura...*- -*Ma perché? È grosso, muscoloso ed eccitato ma è pur sempre un cane. Cosa potrà mai temere una donna da un cane maschio? Perché ha tanta paura?*- disse Suor Celeste cercando di mettere insieme i pezzi di questa leggenda popolare che diventava sempre più realistica. -*Ecco perché.*- disse Rosa indicando alla monaca di guardare nuovamente verso il recinto. Gli occhi di Suor Celeste e Rosa videro la vera vittima di quella brutale violenza all'interno della fattoria. Micaela Farcio era infatti la proprietaria di quella fattoria, non c'era dubbio che quella notte subì un ingente danno economico avendo perso gran parte del suo gregge per colpa di quella bestia sovraeccitata. La videro sbucare dal cancelletto da cui prima erano uscite le pecore per sfuggire a quel grosso cagnone nero. Aveva indosso un impermeabile con cappuccio e in mano un ombrello per proteggersi dalla pioggia. Quando vide quel bestione sopra l'ennesima pecora ...
    ... dapprima si spaventò ma poi si fece coraggio e tornò dentro il capanno per afferrare un forcone. Uscì fuori brandendolo a due mani rinunciando persino all'ombrello. Micaela urlò, Rosa e Suor Celeste non sentirono la sua voce con tutto il trambusto della pioggia ma lessero il labiale. Neanche il cane sentì subito le urla della donna che si avvicinò a quel infoiato animale facendo altri brevi passi nel pantano che era ormai diventato il terreno del recinto. Poi finalmente il cane sentì la voce di Micaela voltandosi di scatto verso di lei, le sue pesanti zampe lasciarono la presa di quella povera preda belante disinteressandosi di quel corpo ferito dalle sue unghiate. Micaela capì ben presto di essersi illusa a pensare che quel forcone per quanto grosso potesse spaventare quell'abnorme bestione che si avvicinò ringhiando a passi decisi. Lei lo agitò per sperare di far desistere l'animale da tentare un aggressione ma le fauci della bestia furono leste ad abbrancare la parte bassa del manico in legno su cui erano avvitati i denti del forcone. Quel cane diede una impressionante prova di forza lanciando su una ampia pozzanghera Micaela che era rimasta aggrappata al forcone venendo però sballottata. La donna sollevò la faccia dalla pozza di acqua stagnante in cui era caduta e guardò terrorizzata quel cane che strinse le sue fauci spezzando il legno del grosso utensile come fosse un fuscello. -*Io devo andare ad aiutarla. Quel mostro la ucciderà.*- esclamò Suor Celeste con autentico ...
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