-
Morire per rivivere. Carthago 2009
Data: 28/11/2019, Categorie: pulp, Autore: Tibet
... precedessero di un attimo la calata subitanea delle tenebre, raggiungevano il mare e si rinfrescavano nelle sue fresche acque. Di solito lui, per un comprensibile senso di riserbo, teneva coperta la protesi, ma quella sera... la loro prima volta... erano soli, il fratello lontano e si comportarono come se fossero gli ultimi sopravvissuti al mondo. Si spogliarono con frenesia e si abbracciarono. Le loro mani percorrevano il corpo della persona amata per poterne conoscere ogni minimo particolare. Lei osservò con curiosità la gamba amputata e la protesi e accettò la cosa senza riserva. I baci diventarono sempre più passionali e lui la fece sua, con pazienza, dolcezza e infinito amore. Lo fecero sul bagnasciuga mentre l’acqua delle onde a volte li ricopriva di una schiuma salata. Lui era il suo primo uomo e lei si donò con tutto l’ardore, la sua passione, con tutta se stessa. Continuarono per tutta la notte nella stanza della locanda dove alloggiavano, con il rumore della risacca che faceva da sottofondo e la brezza marina che entrava dalle finestre aperte e muoveva le tende. Da quel momento lo fecero spesso, pazzamente, approfittando d’ogni occasione possibile. Giorno e notte. Nelle fincas dove dormivano, all’aperto e naturalmente nella casa di Carthago quando vi si trovavano. Disse al fratello che voleva sposarla, che Manuelita era la donna della sua vita, solo che dimenticò volontariamente di precisare che sposato già lo era. Non lo disse allora, non lo disse subito e poi... ...
... un solo attimo dopo era troppo tardi per dirlo. Fu allora che scoprì con suo dispiacere che dentro di lui conviveva un altro se stesso, un mentitore e la cosa gli causò malessere. Per egoismo relegava quella parte infida al di fuori di sé come se non esistesse. Si giustificava... sosteneva con se stesso che ora era felice e che non voleva rinunciare a quanto aveva. Voleva vivere quella vita e niente d’altro. Si nascondeva i problemi e le difficoltà. A scadenza più o meno regolare si faceva vivo con Fiona, si sentivano per telefono, a lei non aveva mai detto “ ti amo” e si accorse quanto gli era facile mentirle, rimandava di volta in volta il ritorno in Europa. Furono settimane e mesi di felicità. Ora... mentre li ricordava... pensava a come sarebbe stato facile allora trasformare i momenti in una continuità. Bastava che allora si decidesse ad abbandonare il suo passato per la nuova vita. Non lo fece. Per un seguito di accadimenti imprevisti, non voluti, il suo ritorno in Europa divenne una necessità improrogabile e lui lo fece con il proponimento di un rapido rientro, la convinzione di poter provvedere velocemente alla separazione e al successivo divorzio da Fiona. Poi la lettera di lei... felice.. era in attesa, aspettava un suo bambino. Lui voleva tornare! Lo voleva! Ma ora c’era sempre qualcosa che lo tratteneva, il lavoro con i negativi delle foto scattate, la scelta delle stesse per il servizio, un impegno e poi ancora un altro. Rimandava ogni volta. Non si rendeva conto ...