1. L'attacco della lupa


    Data: 02/12/2019, Categorie: Etero Autore: BlackB

    ... maglia. La maglietta tesa soltanto sui capezzoli si bagnò per prima in quel punto, rendendo la maglia ancor più aderente. Sentii il mio cazzo tendersi e cambiai posizione, per non essere visto, imponendomi di non guardare quel magnifico spettacolo... Inutile dire che avevo sempre più caldo. Il tempo sembrò rallentare. Vidi Ariana girarsi spesso su di me e cominciare ad accarezzarsi le gambe, come se le duolesse restare troppo tempo in quella posizione. Quando finalmente si alzò, potei ammirarla per intero e guardarla camminare fino a... Me. Si stava avvicinando a me e col cuore che batteva all'impazzata e la mente che si svuotava, la guardai avvicinarsi e deviare solo all'ultimo, verso il posto libero accanto al mio. Invece di sedersi, si stese per tutta la lunghezza del divano, lasciando scivolare i fogli che non le servivano sul pavimento e trattenendone solo un paio. All'inizio i suoi piedi si trovavano alla mia destra, poi lentamente, senza nemmeno guardare le mie reazioni li stese sulle mie gambe. Devo ammetterlo, in quel momento ero davvero, davvero molto teso, credo di aver fatto qualcosa di incredibilmente sexy e intelligente come aprire la bocca e restare a guardarle le caviglie e i polpacci... Che stupido ragazzo... Lei quasi non si scompose, aveva solo l'ombra di un sorriso a mostrare le sue emozioni. La voce di Guglielmo arrivò dal corridoio, attirando la mia attenzione, ma non vidi la sua figura, e in quel momento, solo in quello, mi ritrovai ad abbassare lo ...
    ... sguardo sul viso della donna. Ariana sorrise incontrando il mio sguardo e credo di aver perso un battito - Sei davvero carino - mi disse, spiazzandomi - arrossisci proprio come Guglielmo, quando porta qualche ragazza a casa. Abbassai lo sguardo cercando qualcosa di intelligente, ma mi ritrovai semplicemente ad osservare le gambe della donna. - Sai prima mi faceva dei lunghi massaggi alle gambe, ora invece sembra troppo grande per coccolare la sua vecchia madre... - No... Non credo che lei... Ecco, definirla vecchia è impossibile. Il sorriso che mi fece, lo ricordo ancora come il più bello mai visto farle. Con un moto di coraggio alzai la mano destra, cominciando ad accarezzarle la caviglia sinistra. Gli unici rumori nella stanza erano la TV e la voce del mio amico che arrivava dall'altra stanza. La mia mano si spostò verso destra, risalendo la gamba e accarezzando sullo stinco, per poi scendere nella parte bassa, lungo il polpaccio. Ariana si distese meglio, avvicinando e rendendomi più accessibili le sue cosce. Il piede destro puntellato sulla mia gamba sinistra non era un problema, ma il sinistro appoggiato sul mio inguine invece sì. Ero sicuro che sentisse il mio membro semiduro e la cosa mi imbarazzò abbastanza da bloccarmi. Passarono dei secondi terribili, dove la mia mente vagò tra l'idea di aver esagerato già così e quella della possibile sfuriata che mi avrebbe potuto fare. Ma tutte quelle idee terminarono quando la sua gamba si mosse, strofinandosi contro di me, ...