1. L'attacco della lupa


    Data: 02/12/2019, Categorie: Etero Autore: BlackB

    ... sembrava assonnata. - se è un problema dormo sul divano, dissi chiudendo la porta, sperando che il mio amico non entrasse proprio in quel momento. Ariana non rispose, si alzò dal letto e ridendo abbandonò il libro sul comodino. - È tardi, andiamo a letto. Deglutii a quell'affermazione e stranito mi ritrovai la donna a pochi centimetri da me. Un solo breve passo indietro e fui inchiodato alla porta, stretto dalla sua vicinanza e il duro legno. I suoi occhi azzurri afferrarono i miei e mi sentii un agnellino. - com'è andata con quella ragazzina? - mi disse, ma la mia mente non collaborò elaborando le sue parole, fortunatamente dopo un leggero sorriso me lo richiese. - bene... Era, simpatica. - più di me? - continuò spostando la gamba destra e strofinandomela contro. - NO, assolutamente. - bravo bambino - disse e dopo avermi sorriso ancora, le sue labbra si spinsero sulle mie. Il suo assalto mi bloccò del tutto. La sua lingua era calda e impaziente, ma dopo un attimo di incertezza riuscii a risponderle con pari passione. Era incredibile, esperta, deliziosa e con un profumo che mi faceva girare la testa. Spostai le mie mani lungo i suoi fianchi, ma non osai muoverle da lì. Fu lei a gestire le cose. Mi toccò in basso e sorrise tra i baci sentendo la mia eccitazione, per poi incominciare ad accarezzarmi lentamente. - vieni con me sul letto - disse lasciandomi libero e con una sensazione di vuoto troppo improvvisa. La vidi darmi le spalle e togliersi il pantaloncino, facendolo ...
    ... semplicemente scivolare per terra, poi con un solo gesto anche la maglia finii sul pavimento. Presi un respiro profondo e mi decisi ad agire, ero consapevole di aver fatto una pessima figura, fino a quel momento e non avevo intenzione di perdermi quello spettacolo. Mi tolsi la maglia e le scarpe, perdendo fin troppo tempo. Lei mi aspettava con la schiena appoggiata alla testiera e una gamba piegata. Mi guardava... Cazzo quanto mi guardava, ogni mio gesto fu seguito dai suoi occhi e questo quasi fece crollare la mia sicurezza. Salii sul letto con un ginocchio, proprio di fronte a lei e cominciai a gattonare. Arrivato sopra le sue gambe mi fermò con la destra, appoggiandola sulla mia spalla nuda. - piano bambino, non correre subito su. Spinse la mia spalla verso il basso e poi ancora indietro. Mi ritrovai in ginocchio ai suoi piedi e capii quello che voleva. Presi il sinistro e lo baciai, guardando la sua espressione soddisfatta. - Bravo piccolo. Leccai lungo il collo del piede e ridiscesi con lenti baci lungo la caviglia. I suoi piedi erano freddi, ma curati e morbidi, diversi da quelli che ci si aspetta da una donna della sua età. Provai a passare al piede sinistro, ma fui bloccato ancora. Con il piede sotto il mio mento mi impose di guardarla. I miei occhi attirati dal suo seno, indugiarono su quelle curve, prima di arrivare al suo viso. - sali - fu l'unica cosa che mi disse. Cazzo quanto mi stava eccitando quel gioco... Risalii lungo la sua gamba, sentendo la destra che ...