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L'attacco della lupa
Data: 02/12/2019, Categorie: Etero Autore: BlackB
... precisamente contro il mio cazzo. Mi ritrovai ad accarezzare il polpaccio, mentre lei mi provocava strane sensazioni. Erano brividi lievi, mai provati in quel modo, ma estremamente piacevoli. La vidi avvicinarsi ancora, portando il sedere a pochi centimetri da me e mostrando da quella posizione delle mutande azzurre nascoste malamente dal corto pantaloncino. Un foglio cadde sul pavimento e prima di iniziare a leggerne un altro, il suo sguardo incontrò il mio. Sentendo una incredibile voglia, portai la mia mano lungo le sue cosce e trovai una morbidezza e un calore stupendo. Salii ancora, arrivando al pantaloncino, superandolo appena e stringendo la mia mano, palpando più volte quel punto. Cazzo, quella donna mi eccitava tantissimo... La stessa donna che mi aveva visto crescere negli ultimi 6 anni, da quando avevo conosciuto suo figlio. È sempre stata stupenda, mi è sempre piaciuta, ma solo negli ultimi anni la mia mentre aveva sognato di toccarla in modo più intimo, e ogni volta mi sforzavo di pensare ad altro... Ma ora... Ora che la sua intimità sembrava così vicina alla mia mano... Mi bastava allungare la mano ancora un po' e avrei toccato quelle mutandine... Solo un po'. Riuscivo a vederle, erano così vicine, così invitanti... Ariana spostò la gamba destra, facendola scivolare dal divano, allargando le coscie. Deglutii guardando le mutandine azzurre, mai state così accessibili. Allungai ancora la mano, risalendo la coscia e toccandole finalmente... Ma tutto cessò, ...
... Guglielmo mi chiamò e io mi allontanai appena in tempo da sua madre, visto che apparve nella camera. - Usciamo più tardi? Devo incontrare Bea e una sua amica - certo, quando vuoi. - dissi veloce, sperando che non notasse niente di strano. - ok, allora le scrivo che sei dei nostri. Il mio sguardo scese su sua madre, ma non sembrava le importasse il nostro discorso o quello che era appena successo. Intontito andai in bagno, facendo scorrere non so quanta acqua fredda sulla mia testa, prima di uscirne. Guglielmo tornò nella sua camera e io mi stesi sul letto in quella del fratello. Ricordo di aver sognato quelle fantastiche gambe e molte altre cose che non avevo raggiunto per un soffio... Mi svegliò il mio amico, creandomi non poco disagio con battute stupide. - amico dobbiamo uscire e tu fai la penichella? Non mi dire che hai sognato l'amica di Bea, guarda lì come stai in tiro. Mai mi ero sentito tanto in imbarazzo, ma per fortuna potevo ripiegare su altre cazzate e in poco tempo ci ritrovammo occupati a prepararci. Nel giro di un'ora eravamo fuori casa. Tornammo molto tardi e la casa sembrava vuota - facciamo piano, staranno già dormendo quelle due. Salutai il mio amico e mi diressi nella mia stanza, ma trovai il letto occupato... Ad aspettarmi, ancora sveglia, con un libro in mano trovai Ariana sul letto del suo figlio maggiore. Restai qualche secondo sulla soglia, sorpreso e incapace di far alcun che. - finalmente siete tornati - cominciò - entra - finì. La sua voce era annoiata e ...