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Una nuova sottomessa
Data: 02/12/2019, Categorie: Etero Autore: Sacrofuoco
... perchè le cose fossero perfette. La cena fu assolutamente piacevole, ordinammo alcuni piatti di pesce e sorseggiamo una bottiglia di bianco. Conversammo a lungo, ci scambiammo opinioni, esperienze, fantasie, idee, bisogni, limiti. Parlammo a lungo di ciò che lei desiderava e sopratutto non desiderava provare. Eravamo in accordo su praticamente ogni cosa. Io mi divertivo ancora a fissarla negli occhi, lei resisteva qualche secondo in più ma poi d'istinto il suo sguardo si allontava. Mentre gustavamo il dolce le dissi che idea mi ero fatto di lei, dalle mail fino a quella conversazione. Le esposi il mio interesse e le mie intenzioni. Virtualmente e poi dal vivo avevamo stabilito una buona intesa, l'attrazione fisica reciproca era ormai scontata e avevamo raggiunto un buon feeling mentale. Lei voleva davvero provare le forti emozioni che può dare la sottomissione, l'appartenenza e il bdsm, ed era incuriosita dalla particolarità che avevo io di metterle in atto. Le avevo spiegato il mio "metodo", il mio approccio, e mi confermò di volerlo sperimentare. «Il mio obbiettivo è la tua eccitazione ed il tuo piacere, che di riflesso sono il mio. Perchè la cosa funzioni però devo lasciarmi andare, non posso limitarmi. Quindi è fondamentale che tu sia chiara e decisa in caso qualcosa ti porti disagio o non ti piaccia. Ok ?». Ora anche i suoi occhi erano fissi sui miei. Annuì e disse di si. «Io non so bene quali siano i tuoi limiti, per cui devi farmelo capire. Se durante il gioco si ...
... supera il limite dì semplicemente STOP e mi fermerò all'istante». Tutto chiaro. Tornando a casa non parlammo molto, entrambi eravamo in uno stato di trepidazione, pieni di eccitazione e aspettativa. L'aria si stava caricando di tensione erotica e iniziò a sfociare sull'ascensore. Premetti il bottone per il piano, poi mi voltai e presi i suoi fianchi. La spinsi contro la parete e la baciai con passione. Tutto stava per avvenire. Parte 2 Entrammo nell'appartamento, lei andò in bagno e io mi buttai sul divano. Furono minuti interminabili finchè di nuovo in piedi davanti a me, mi guardava con aria indifesa. Se non avessi saputo quanto desiderava quell'esperienza avrei pensato fosse costretta. «Togli il vestito». Restò in intimo, con delle autoreggenti nere e i tacchi. «Vai in camera, siediti sul letto e aspettami». Mi preparai con molto calma, ordinai lei idee cercando la lucidità necessaria. Restai solo con i jeans e la camicia, tirai un bel respiro e la raggiunsi. Seduta sul letto, quel corpo magnifico, illuminato dal lampadario a gocce, attendeva solo le mie attenzioni. Le presi il mento tra le dita e la baciai dolcemente. Poi le afferrai i polsi, la tirai verso di me e con pochi movimenti la misi in posizione, chinata con i gomiti appoggiati sul letto, il suo culo generoso, esposto e ancor più alto grazie ai tacchi, mi faceva girare la testa. Lo accarezzai e lo palpai a lungo. Poi tirai su la mano e con le dita aperte la feci schiantare con forza. Adoravo quel culo. ...