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Lignano
Data: 02/12/2019, Categorie: Etero Autore: Sessfa
Avete presente quelle giornate limpide e terse, dopo alcune giornate di pioggia? Clima ideale e temperatura adatta per riaprire l´appartamento di Lignano ed iniziare la stagione? Mi ero svegliato presto e aprendo la finestra la mia mente era giá sulla spiaggia, sdraiato in riva al mare, a guardare l´orizzonte di quei culetti di tedesche che in questo periodo affollano i littorali lignanesi. Sabato mattina ore 7.30. Mi fiondo in auto giá caricata dai bagagli. La strada é lunga, sopratutto alla guida del mio pandino bianco, ma la musica e i dj mi fanno compagnia, anche durante la coda. Suw e macchinoni di austriaci e tedeschi mi passano o mi affiancano carichi di ombrelloni sedie e sdraio. Bionde con occhiali scuri buttano l´occhio sulla mia automobilina sorridendo e forse prendendomi in giro per la ridotta dimensione. Arrivo sotto casa dell´appartamento e vedo un posticino sotto l´ ombra. Metto la freccia, sto per rallentare quando un suw nero, che arriva difronte, mi taglia la strada inchiodando la macchina mezza di traverso. Austriaco! Abbasso il finestrino e: “Testa ci cazzo! Si vede da come guidi che sei un di Austriaco!” Non vedendo reazione da parte del guidatore continuo: “Tanto si sa! Macchina grande cazzo piccolo, macchina piccola...” Interrompo la frase. La donna seduta affianco mi osserva, le vedo gli occhi verdi fare capolino da sopra gli occhiali scuri abbozzando un piccolo sorriso. La stronza mi deride… lei ha la macchinona! Penso tra me di ...
... lasciar perdere e butto l´occhio sul posto passeggeri e scorgo la figura di un´altra donna, forse la figlia. Gli faró pagare l´affronto, penso cercando di auto convincermi di essere il migliore, mentre mi dirigo un po´piú in la per trovare un´altro posto. Passano i minuti ed il resto dell´arrivo é ok. Dopo le rapide incombenze di apertura dell´ appartamento mi dirigo in spiaggia poco lontano dalla battigia, mi distendo sul telo e con soddisfazione comincio ad osservare l´ambiente e soprattutto la fauna femminile. Mi rilasso aprendo il mio libro per sembrare piú intellettuale, quando una voce in lingua foresta attira l´attenzione mia e di molte altre persone. Non ci posso credere, un uomo urla verso la donna che con testa bassa avanza, stracarica di asciugamani, carrello, brandine a carico. Lui panzone e con la barba gesticola e urla come fosse il padrone della spiaggia. Ad un tratto capisco dal gesto del braccio che la manda a quel paese e girandosene se ne va continuando a discute tra se. Dopo qualche istante la spiaggia si placa, tutto sembra tornare alla normalitá, solo la donna rimane ferma in difficoltá nel muoversi e indecisa sul da farsi. “Posso darle una mano?” Mi ero giá alzato e diretto verso la donna. Un ottimo sistema per rompere il ghiaccio. Da sotto la falda del cappello di paglia spuntano due occhi verdi fino a quel momento coperti da un paio di occhiali scuri. Mi si gela il sangue. Anche lei sembra riconoscermi. Mi sorride e con il cenno della ...