1. Voglia di essere troia


    Data: 07/12/2019, Categorie: Etero Autore: Cassandra666

    ... Sprofondarono come nulla. Questa volta sentii chiaro il suo gemito, ed era piacere! Provai con tre. Mi sentivo la fronte imperlata di sudore mentre compivo quel gesto. Tre. E anche tre entrarono.
    
    Le sfuggì una supplica dalle labbra… “ti prego...”
    
    Non potevo credere a ciò che usciva dalla mia bocca. “… ti prego...”, lo stavo implorando! Lo stavo implorando di muovere quelle dita. Di infrangere quel tormento con un gesto secco e deciso. Mi ritrovai a sporgere il culo in fuori per rendere più esplicita la mia richiesta, mentre mi mordevo un labbro fra i denti per tanta audacia.
    
    Lui parve un attimo sorpreso, poi senza che neppure potessi più reclamare mi spinse dentro il culo tutte e tre le sue dita fino in fondo, iniziando a pompare selvaggiamente dentro e fuori, dentro e fuori. Lo sciabordio del mio culo totalmente fradicio mi fece perdere ogni ritegno. Appoggia la fronte a quelle mattonelle luride quasi a cercare un sostegno e mormorai
    
    “si… ti prego…!”
    
    Mi ritrovai a muovere il culo avanti e indietro, impalandomi su quelle dita. Sentii vagamente il coltello cadere a terra, mentre la mano che poco prima mi minacciava andava ad aprire la patta dei pantaloni. Nel mente le sue dita crudeli non abbandonarono un attimo il mio buco e certo io non l’avrei voluto.
    
    Invece, con mio grande scorno d’un tratto mi ritrovai vuota.
    
    Ma fu solo un attimo. Una frazione di secondo e di disappunto.
    
    Immediatamente il mio culo fu profanato dal suo cazzo che mi si conficcava ...
    ... nelle carni. Mi sprofondò dentro fino all’intestino, spezzando con un dolore secco la resistenza dello sfintere. Me lo sentii dentro, addosso. Mi sbatteva sul muro con la forza di un toro da monta. I suoi grugniti mi risuonavano nelle orecchie eccitandomi brutalmente.
    
    Orribili pensieri si avvicendarono nella mia mente. Richieste. Provocazioni. Minacce. Speravo fossero pensieri che restassero rinchiusi nella mia mente mentre subivo quella che, volevo ancora convincermene, era una violenza. Invece, con orrore, mi sentii prendere coraggio e aprire la bocca….
    
    Non ci potevo credere. Questa troia mi incitava ad incularla. E io come un povero coglione non ero in grado di opporre nessuna resistenza. Non avrei mai immaginato di poter arrivare a quel punto. Neppure nei miei sogni più perversi. E invece ora questa splendida femmina morbida e vogliosa mi stava quasi implorando di fotterla. Quasi….
    
    Mi apostrofò con tono canzonatorio e crudele. Le sue parole un sussurro furente.
    
    “Allora finocchio, tutto qui quello che sai fare? Dove credi di andare con quella barbetta ridicola e quella faccia da cazzo che mi scruta di nascosto ogni mattina? Credi che non mi accorga che mi sbavi sulle tette frocio di merda? Non sei neppure riuscito a rivolgermi la parola e non riesci neppure a scoparmi sotto minaccia. Sei patetico! un incapace! e questo cazzo ridicolo? Almeno cerca di usarlo bene!”
    
    Mio dio, che cosa avevo detto? Quelle parole non potevano essere uscite dalla mia bocca. No, ...
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