1. Voglia di essere troia


    Data: 07/12/2019, Categorie: Etero Autore: Cassandra666

    ... occhi e la gola ardeva come fuoco. Nonostante questo provai il piacere di succhiarlo con il profondo della gola, di sentire la cappella calda accarezzarmi le tonsille. Poi dovetti mollare la presa. Respirare.
    
    Con la bocca colante rimboccai quel cazzo stupendo, che non era affatto piccolo, e ripetei l’operazione, ancora una volta. E un’altra ancora, finché il bruciore non fu insopportabile. Allora me lo tolsi dalla bocca e lo afferrai con due mani. Rimasi stupita da quelle dimensioni. Soprattutto perché quella bestia mi era sprofondata nel culo senza che quasi me ne accorgessi. Sorrisi, fra me e me, sentendomi la più navigata delle troie.
    
    A un certo punto mi sentii sollevare, presa per un braccio. Lui mi fece appoggiare spalle al muro e cercò di allargarmi le cosce. Ma la gonna era d’impiccio. Me la strappò portandola sulla vita e alzandomi una coscia se la fece passare attorno ad un fianco. Io lo strinsi. Appoggiandomi meglio al muro per poter aprire le cosce maggiormente e lui si prese il cazzo fra le mani. Me lo strusciò lento e scivoloso sulla fica. Sentii il clitoride darmi la scossa. Era un supplizio dolcissimo e irrinunciabile nonostante la mia figa gridasse di essere impalata al più presto.
    
    “Cosa vuoi, troia, dimmelo!”
    
    Queste parole mi mandarono in estasi. Aprii la bocca e lasciai uscir fuori ogni mio desiderio. “Scopami! Voglio il tuo cazzo nella fica, voglio che mi chiavi finché non hai più la forza di resistere. Voglio che riversi tutta la tua sborra ...
    ... dentro di me, che mi riempi totalmente e che mi metti in cinta bastardo!”
    
    A quelle parole non resistetti. Le conficcai il cazzo nella fica con tutta la forza possibile. La penetrai con violenza e devozione, quasi fosse una missione. La vidi sobbalzare e lanciare un lungo e basso grido, mentre mi si aggrappava al collo e mi guardava negli occhi. Aveva uno sguardo pieno di furore, come se l’inferno si stesse scatenando dentro di lei. Mi si aggrappò con la coscia ancora più forte e mi ritrovai a sollevarle anche l’altra. Fu così che la scopai, sostenendola fra me e il muro, senza lasciarle nessuna possibilità di muoversi o sottrarsi, ma ben presto mi resi conto che l’unica cosa che quella troia voleva era il mio cazzo e tutta la sborra che avevo dentro. Ero io a non potermi più sottrarre a lei.
    
    Finalmente mi sprofondò quel suo magnifico cazzo nella figa. Urlai. Il piacere fu intenso. La lunga attesa aveva reso ogni millimetro della mia pelle più sensibile. Mi aggrappai a lui con tutte le mie forze. Volevo essere scopata come non mai in vita mia. Lui non si fece pregare. Desideravo il suo cazzo, ma non solo quello. Volevo essere riempita, pienata, ingravidata. Volevo la sua sborra. Volevo sentirla schizzare dentro di me. Sentirla poi colare fra le cosce. Glielo dissi. E ad ogni parola il ritmo della sua scopata diventava sempre più concitato. Il piacere mi impediva quasi di completare le parole. Quasi. Invece fui bravissima ad incitarlo e portarlo al culmine.
    
    Se ne venne ...
«12...5678»