1. Vita di un trans


    Data: 09/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano

    ... mia omosessualità e, per dimostrarmi tutto il suo affetto paterno, mi cacciò di casa, con la conseguenza che, per vivere, sono stato costretto a prostituirmi. Un po’ lo facevo per campare ed un po’ per piacere. Con quelli brutti facevo quello per cui mi pagavano e basta, mentre a quelli che mi piacevano davo un qualcosa in più.
    
    Per fortuna, qualche mese dopo, è stata proprio in una di quelle sere sulla strada che ho conosciuto quello che sarebbe diventato il mio uomo. Mi piacque subito tutto di lui: non solo fisicamente, ma anche per come parlava, per come si comportava con me. Era decisamente affascinante. Anche se, mentre mi scopava, mi chiamava “puttana” e “baldracca”, ma dopo non mi trattava così. Dopo mi parlava come un padre, il padre che avrei voluto avere e non ho avuto.
    
    Si può dire che univa benissimo contemporaneamente le figure del padre premuroso e dell’amante focoso. E che fuoco! Già la prima sera mi scopò per due volte e con una tale veemenza e forza che me ne sono innamorato. L’amore fu così reciproco che dopo poco più di un mese, conoscendo la mia situazione, mi ha accolto in casa per togliermi dalla strada ed io, per ricambiare, mi sono adattato al ruolo della mogliettina affettuosa tutta casa e letto. Ma quel ruolo non mi dispiaceva affatto, anzi.
    
    Sentivo però che da un po’ di tempo la nostra relazione si era andata un po’ raffreddando. Forse era stata proprio questa routine domestica a stancarlo, come avviene nei matrimoni etero. I rapporti si ...
    ... sono diradati e, a volte, ho avuto l’impressione che lo facesse solo per soddisfare il suo bisogno di scaricarsi. Avevo paura di perderlo e così decisi di organizzare quella serata speciale. Non lo facevo per avere un sostegno economico ma proprio perché amavo veramente il mio uomo e non volevo perderlo. Già, il mio uomo.
    
    Non si può dire che sia bello e certo la sua faccia non è di quelle più rassicuranti, con lo sguardo sempre torvo e potenzialmente aggressivo, eppure i suoi occhi mi hanno trasmesso subito una carica erotica che non riesco a descrivere. I fatti lo hanno dimostrato poco dopo, quando mi ha preso e rivoltata come un calzino, mettendomi in tutte le posizioni più fantastiche, per quanto l’abitacolo della macchina lo permettesse. Si è fatto spompinare e mi ha scopata da dio, solo per scaricare le sue voglie, senza pensare alle mie. D’altronde lui era il cliente ed io solo una prostituta.
    
    Lui, Bruno (di nome), è alto un metro e novanta, due spalle possenti, due braccia forti con grossi bicipiti, a cui mi aggrappavo quando mi scopava da davanti, alla missionaria. Il corpo è perfetto, completamente coperto di pelo brizzolato anche sulla schiena (un po’ precoce, dato che aveva 39 anni). La sua muscolatura è dovuta al lavoro pesante da magazziniere. Insomma, un uomo che più maschio non si può. Ero stata proprio fortunata.
    
    La sera che ci eravamo conosciuti mi ero truccata un po’, i miei capelli lunghi erano perfetti per la trasformazione e, benché fossi vestita ...
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