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Vita di un trans
Data: 09/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano
... semplicemente, con jeans e maglietta (praticamente da uomo), mi disse subito che lo attizzavo come nessun altro. Dopo essersi scaricato abbondantemente due volte dentro il mio culetto, si è trasformato ed è diventato molto dolce. Ha voluto sapere la mia storia e si è dispiaciuto molto, stigmatizzando l’ipocrisia della famiglia cosiddetta “tradizionale”, dove i figli sono amati, purché non siano omosessuali. Tanto da arrivare al punto di cacciare di casa un minorenne e lasciarlo crescere da solo sulla strada. La sua dolcezza stonava col suo aspetto pericoloso e questo mi ha portata a vederlo sotto un altro aspetto. Mi ha ascoltata per un bel po’ cercando di consolarmi. Il tempo perso non mi aveva fatta fare i guadagni sperati, ma ne è valsa la pena. Mi ha pagata, dandomi anche qualcosa in più di quanto pattuito e, con mia amarezza, se ne andò, lasciandomi come un vuoto dentro. Poche sere dopo è tornato, con mia grande gioia, e l’amplesso focoso si è ripetuto. Mi ha spanato il buchino in maniera favolosa. E’ tornato altre volte e sempre, dopo, voleva sapere particolari della mia vita pressoché randagia, ospitato da un amico ad un altro più o meno amico. Finché mi propose di andare da lui. Fui al massimo della felicità. Non me lo aspettavo. Mi è sembrato come se avesse chiesto la mia mano ed acconsentii subito. Lo abbracciai e lo baciai, mentre lacrime di gioia scendevano sul mio viso. Scoppiai veramente in un pianto esagerato. Lui mi coccolò finché non riuscii a ...
... smettere. Mi spalmò le lacrime sulle guance e mi dette un casto bacio di conforto. Da quella sera ho abitato in casa sua. Non era molto grande perché non aveva molti soldi, visto che buona parte dello stipendio doveva darlo alla moglie divorziata per mantenere i due figli, di otto e dieci anni. Meglio per me che ormai facevo la casalinga e ci mettevo poco tempo a tenerla in ordine e pulita, e poi mi sembrava ancora di più un nido d’amore. Lui non ha fatto alcun mistero sulla nostra relazione con i colleghi di lavoro e nessuno gli ha detto niente (forse avevano paura di una sua reazione violenta, non augurabile a nessuno). Anzi, spesso ha portato qualcuno di loro a cena da noi e io non l’ho fatto sfigurare con i miei manicaretti. Hanno anche detto che cucino meglio delle loro mogli e che erano invidiosi di lui e me. Dato che gli piaceva molto (ed anche a me), io mi sono sempre più trasformata in donna. Una volta, tutti sono rimasti a bocca aperta quando, con lui ed i suoi figli, andammo a fare una passeggiata al Pantheon. Io, con la parrucca bionda ed il vestito bianco svolazzante, sembravo Marilyn Monroe e, contemporaneamente, una normale madre di famiglia. Quanto mi è piaciuto! Tornando alla sera della cena, accadde un imprevisto. Bruno mi telefonò per dirmi che sarebbe venuto con un collega che già avevo conosciuto e di apparecchiare per tre. Addio intimità romantica. Vabbé, mi dissi e così feci. Quando arrivarono rimasi un po’ interdetta perché quel Franco, che avevo ...