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Gli alberi non parlano
Data: 09/12/2019, Categorie: Etero Autore: CpErotos
Quando le prime luci del mattino mi svegliarono, riconobbi subito la grande quercia che avevo scelto come rifugio. Mi girai su un fianco, per affondare il viso nella terra ed assaporarne l'odore, ho sempre amato dormire accoccolata fra le radici degli alberi, senza alcuna protezione fra il mio corpo nudo ed il terreno umido di alba. Dicono che la terra è sporca, ma si sbagliano. Nel voltarmi, rimasi stupita nel vedere la sagoma di un uomo sdraiato accanto a me, di schiena, profondamente addormentato. Il bruciore che sentivo giù in basso, mi ricordò chi era quell'uomo. Portai una mano alla fronte pensando “Stupida, stupida, stupida, stupida idiota”. Eravamo zingari e viaggiavamo soli. Non posso più ascoltare Tenco, l'ho scoperto sul treno che mi porta lontano. E' un colpo al cuore, ma almeno adesso ricordo cosa significa averlo, un cuore, l'ho sentito rompersi sulle prime note “...sapere se domani si vive o si muore...”. Sul treno mi ha messa il dottore, dice che devo imparare tutto da capo. Vecchia volpe, il mio dottore. Oggi ho imparato molte cose e me le sono appuntate tutte sul quaderno che mi ha regalato sulla pensilina (erano lacrime quelle che ho visto sul suo viso, dottore?): il verde mi acceca e rassicura; il tramonto non mi commuove, esattamente come all'antica me stessa; l'odore di lavanda continua a disgustarmi; non riesco più a camminare sui tacchi, solo piedi scalzi o poco più, si vede che lo squilibrio mentale agisce anche sul baricentro, pensa che sia ...
... possibile, dottore?; non ho avuto paura a passare la notte in una squallida stazione intermedia, come lei ben sa non ho mai avuto timore nel mischiarmi all'umanità disperata che dorme sui pavimenti delle stazioni; l'umanità sana di mente, invece, continua ad essere un enigma per me. Com'è possibile che non si accorgano di niente? Lei me lo ha spiegato molte volte, ma non riesco proprio ad arrivarci. La quercia è perfetta, appena la vedo so che è il mio luogo, remoto e silenzioso, non capisco perché nessuno l'abbia scelto, ma d'altronde, eccettuata me e pochi altri, sono tutti pazzi. Per due giorni e due notti dormo e basta, appoggiata con la schiena al suo tronco, l'avevo avvisata che se avessi trovato l'albero giusto non avrei avuto bisogno delle pasticche che mi ha prescritto, caro dottore, i quattro anni di sonno arretrato scompaiono in poche ore, per una volta io avevo ragione e lei torto. Questo pensiero mi fa sorridere. Adesso basta riposare, è ora di andare a caccia. Ne abbiamo parlato molte volte, mentre sedevo scomposta sulla poltroncina rossa del suo studio. Di sesso, dico. No, non fra me e lei, dottore, è un bell'uomo, per carità, e tutti conoscono questa cosa del transfert, ma sono praticamente certa che sia omosessuale, anche se ha moglie e figli. So che non le piace che glielo dica, ogni volta si arrabbia e mi fa notare che non è lei il paziente, ma d'altronde sono pazza e posso dire tutto quello che voglio. Mi ha consigliato di fare tanto buon sesso e ...