1. Gli alberi non parlano


    Data: 09/12/2019, Categorie: Etero Autore: CpErotos

    ... risvegliare il mio corpo, diventato magro e spento dopo la terapia. Lo accarezzo, all'ombra della quercia. Non ho uno specchio ma al tatto non lo riconosco più. Sento le costole, i seni, già piccoli, sono svuotati, le scapole sembrano ali sulla mia schiena. Ho bisogno che un uomo penetri quel corpo che mi sembra estraneo, che lo percorra tutto con le mani, con la lingua, con lo sguardo, per confermare un dato di fatto che non riesco proprio ad accettare: sono viva, nonostante tutto. Sì, dottore, mi ricordo cosa ha detto: trova tutti gli uomini che vuoi ma falli stare alle tue regole. Ne sceglierò uno, come una strega delle favole lo porterò nella mia casetta nel bosco e lo userò per il mio piacere. Lo cavalcherò, nessun compromesso su questo, gli coprirò il viso con le mani, non voglio niente che non sia il suo cazzo duro, dopo un paio di orgasmi lo farò venire con la bocca, sempre e solo per il mio godimento. Il tempo di farlo riprendere e lo inviterò a lasciare il mio rifugio. Non è vero, non lo inviterò, sarò sgradevole e gli butterò gli abiti addosso dicendogli “Vattene”. Ci siamo divertiti a fare questo piano, dottore, si ricorda?. Lei si è divertito più di me, so che vorrebbe essere qui a vedere come la sua Piccola Luce reagisce alla morte. Ai maschi non dispiace essere usati ed io ho il diritto di ricordare cos'è un orgasmo. Non sarà difficile. Prima dell'oblio, prima di diventare un piccolo buco nero, avevo molto successo con gli uomini, davo loro quello che volevano, ...
    ... prendendo tutto ciò che volevo io, non vedo perché le cose dovrebbero essere cambiate. Di certo fino a che non appenderò la camicia di forza accanto al pareo, al ramo più basso della quercia, l'unico al quale riesco ad arrivare, nessuno potrebbe vedere qualcosa di diverso da una giovane ragazza sola e fragile. Fragile 'sto par de palle, ma questo è un segreto fra me e lei, dottore. La caccia ha inizio.
    
    Come cazzo è successo? Aggrappata ai suoi fianchi, il vento, il profumo dell'estate, le vibrazioni della moto... Detesto tutto di lui. La sua risata rumorosa, che mi distrae dalla caccia, i riccioli lunghi ed impertinenti, persino il suo corpo scolpito ed abbronzato mi provoca irritazione. L'ho studiato da lontano, dottore, e ho un gran voglia di spaccargli un lettino prendisole sulla schiena. Bello, sicuro di sé, sempre circondato da uno stuolo di donne stupende, mi suscita unicamente pensieri sadici. Chi sa meglio di lei quanto possono essere violenti i miei pensieri, ogni tanto? Ho voglia di buttarmi giù dalla moto in corsa, ma il panorama è così bello che ci ripenso. Se sapessi guidare la moto, butterei giù lui e gliela ruberei. Ma lei mi dice sempre che non devo commettere reati, uffa dottore, si goda un po' più la vita, sempre noiosamente confinato nei limiti di legge! Sa, in fondo anche il tramonto non è male mentre si corre sulla strada a precipizio sul mare. Non so perché ho accettato quest'invito improvviso e inaspettato. Avevo trovato la preda perfetta da portare ...