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Gli alberi non parlano
Data: 09/12/2019, Categorie: Etero Autore: CpErotos
... Prendimi! Scopami! Invece no, ti inginocchi e percorri i miei fianchi, come se li dovessi disegnare. Abbassi la cerniera laterale dei miei pantaloni, così lentamente che il rumore nel silenzio del bosco sembra un frastuono. Sono pantaloni larghi, estivi, appena liberati dalla zip cadono in un istante. Non deve andare così, non sono queste le regole. Dottore, torni qui, stanno infrangendo le regole! Protesto, ma tu te ne freghi e respingi le mie deboli resistenze. Sono in piedi, nuda e fragile, fragile davvero, non fragile 'sto par di palle, tu in ginocchio, vestito, mi baci le caviglie, le gambe, non tralasci nemmeno un frammento del mio corpo, quel corpo che non esisteva prima che lo toccasi. Lo ripercorro insieme a te. Ho piedi, caviglie, cosce, culo. Adesso lo so perché me lo afferri, stando sempre in ginocchio, con la punta della lingua tocchi per un istante la carnosa fessura fra le mie gambe, ti afferro per i capelli perché voglio che tu rimanga lì, a ricordarmi che una volta ero una puttanella che godeva come una pazza quando me la leccavano. Ti voglio, ti voglio ovunque, ma tu lo sai, stronzo che non sei altro, e non ti dai a me. Continui a sfiorarmi fino a che non ti supplico, io che sono la strega del bosco che si mangia cazzi a colazione. Ti supplico di farmelo toccare, di farmelo prendere in bocca, di darmelo senza pietà. Non lo fai, risali e ti alzi in piedi. Sei alto, devi piegarti per guardarmi. Sono inebetita e paralizzata. Hai gli occhi verdi e me ne accorgo ...
... solo ora che siamo al chiaro di luna. Buffo. Smetti di guardarmi, merda, dì qualcosa, fai qualcosa. Ho cambiato idea, rivoglio il ragazzo docile e coniglietto che ho conosciuto stamani, non lo voglio questo demonio che mi spoglia l'anima. E cos'è 'sta roba? Una lacrima? E quando mai! Dottore, lei lo sa che io non sono capace di piangere, tranne quando parlo del mio defunto cane e le assicuro che al momento è l'ultimo dei miei pensieri. Abbiamo fatto un intero ciclo di terapia su questo, per la miseria! Momento! Cos'è questa voglia di un abbraccio? Prendi la tua roba e vattene. Vai a chiamarmi il tizio fuffettoso che mi leccherebbe la passera a comando. Non riesco a dirlo. Dopo anni ricordo cosa significa aver voglia di un gesto di tenerezza, ma prima che me ne renda conto e appunti l'informazione nel quadernino che mi ha regalato il dottore, a sorpresa mi afferri i polsi e con una forza che non pensavo avresti usato con me, mi blocchi contro la quercia e mi giri. Sento che ti sbottoni i pantaloni con una mano, tenendomi i polsi con l'altra, pur sapendo che non ce n'è bisogno, non vado da nessuna parte. E' saliva quella che sento scorrere sulle natiche? Sorprendentemente, riesci ad entrarmi nel culo senza alcuno sforzo, lo metti proprio tutto, non ne lasci fuori nemmeno un pezzettino ed io, per la prima volta nella mia vita nuova ed antica ne godo come una pazza. Le mie urla scuotono la tranquillità del bosco addormentato, ne voglio ancora, ne voglio di più, si, sono tua, tua ...