1. Una brutta situazione


    Data: 10/12/2019, Categorie: Etero Autore: Sodomizer

    ... cercando di imitare quella di Vince "Ohoho! A questa troia piace proprio prenderlo nel culo! Ohoho! E adesso come faccio a farmi pagare?"
    
    Rimase in silenzio per un po', mentre lui guidava in un viale buio.
    
    Carmen si girò verso il finestrino, guardando fuori e aggiunse: "A me piace scopare. Mi è sempre piaciuto, da quando l'ho fatto la prima volta. Ero una ragazzina. E mi è piaciuto. Pensi che sia una troia, una puttana?"
    
    Non aspettò che lui rispondesse: "Mi piace anche essere inculata. E mi piace succhiarlo, prenderlo in bocca e succhiarlo. Quando andavo a scuola ho fatto pompini a tutti i miei compagni. Mi piaceva, dio quanto mi piaceva. E adesso mi piace anche di più. Adesso so fare cose che allora non avevo neanche idea."
    
    Vince ascoltava in silenzio, fingendo di non essere turbato.
    
    Non capiva cosa lei volesse ma si rendeva conto di essere eccitato.
    
    Pensava al suo cazzo nella bocca di Carmen, al suo cazzo nel culo di Carmen.
    
    Lei chiese: "Pensi che sia una troia? Una vacca che non merita nessuna considerazione?"
    
    "No - disse lui - Non penso che tu sia una troia"
    
    Quando arrivarono, lei disse: "Non ce la faccio, aiutami ad andare su" Salirono le scale, lui sorreggendola. Lei gli diede la chiavi. Vince aprì ed entrarono.
    
    "Aspetta un momento qui" disse lei indicando il divano.
    
    Vince la vide andare in bagno e lasciare la porta aperta.
    
    La vide spogliarsi, di spalle, e piegarsi per sfilarsi le calze e poi le mutande. La vide fare un gesto di ...
    ... stizza e mettersi carponi, nuda, cercando qualcosa sul pavimento.
    
    Si alzò e si avvicinò: "Ti è caduto qualcosa?" chiese.
    
    Lei si girò con la bocca spalancata e solo allora lui realizzò di essere in piena erezione e di come questo fosse evidente attraverso le pieghe dei pantaloni.
    
    Lei rimase in silenzio: lentamente, avvicinò le mani alla patta di lui e l'aprì, facendo sgusciare fuori il cazzo eretto.
    
    Lo guardò senza fare nulla, poi si rigirò, mettendosi carponi con un gomito appoggiato al bordo della vasca da bagno e il mento nell'incavo: "Fammi quello che fai alle mogli di quei poveracci di Coney Island", disse.
    
    Lui cercò di inginocchiarsi dietro di lei, senza riuscirci per il poco spazio a disposizione e per i pantaloni parzialmente calati. Si liberò dei pantaloni e trovò la posizione giusta.
    
    Sputò sulla sua cappella tumefatta e sul buco del culo di Carmen, poi lo appoggiò con delicatezza. Forse Carmen voleva proprio che lui le facesse male, ma lui si trattenne. Entrò piano, godendosi il sospiro soffocato di Carmen.
    
    Vedeva il viso di lei nello specchio e vide il suo sguardo sognante mentre il cazzo si faceva strada nelle sue viscere. Vide le labbra socchiuse e la lingua che roteava sui denti.
    
    Si accorse tardi che qualcuno era entrato in casa.
    
    Cercò di girarsi di scatto, sfilando con un "plop" il cazzo dal culo appena aperto di Carmen, ma troppo tardi.
    
    Qualcosa lo colpì con forza e fu buio.
    
    Si ritrovò in un garage, seduto a una sedia e legato, ...
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