1. Peomettimi di farlo tu


    Data: 10/12/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Nonna Fede

    ... devo dire le mie cose, le nostre cose a un completo sconosciuto-. Lui: -signore mi creda, volevo solo aiutarla-. Lei: - non ho bisogno del suo aiuto, grazie, vada-. Lui con un – mi scusi- affranto si è dileguato. Raggiunto Mirko e usciti dal negozio gli ha scaricato addosso tutta la sua rabbia: - sei un deficiente! Per colpa tua finiamo nei guai. Ti hanno visto, ci hanno visto e un tizio è venuto a chiedermi se volevo aiuto perché ha visto che secondo lui m'importunavi-. Mirko non conosceva Federica infuriata e si stava davvero spaventando. Voleva allontanarsi, tornare dai suoi amici. È scappato e Lei che lo ha pensato subito perso in città, l'ha raggiunto e con voce più pacata: - dai, vieni qui-. Si è fermato. - ho sistemato le cose dicendo che sei figlio di amici, adolescente con un po' di problemi. Insomma che sei fuori di testa e ti stiamo insegnando le regole. L'educazione. Con una sonora risata le si è avvicinato a baciarla sulla guancia approfittando per strizzarle una tetta. Hanno pranzato in un bar, un primo e un'insalata, bevande e caffè. Il tavolino piccolo su cui a malapena stavano due piatti, le bevande con i bicchieri, un cestinetto di pane e i tovagliolini di carta costringeva Federica e Mirko a trovare il modo di non disturbarsi l'un l'altra con le gambe. E' così che un ginocchio del ragazzo era tra quelle coperte dalla gonna un po' lunga della donna. Certo, lei aveva cercato un'altra soluzione, ma il luogo e le condizioni le consigliavano di non star lì a ...
    ... farsi notare troppo, mentre figuriamoci se al ragazzo non andava bene quella posizione. Per Federica c'era un'aggravante: il tavolo era posizionato in bella vista quasi attaccato ad un'ampia vetrina che dava sul marciapiede di una strada molto frequentata. Era anche vero che all'ora di pranzo sembrava che la città si svuotasse del traffico pedonale, ma comunque un passante che guardava poteva notare quelle manovre. Per giunta il ragazzo, riprendendo ad essere parecchio intraprendente, toccandosi un ginocchio, poteva accarezzare leggermente la parte interna di una delle ginocchia di lei sulla pelle nuda avendo leggermente sollevato l'orlo della gonna. Con lo sguardo lei lo implorava di smettere mentre lui giocava a non capire. Lentamente, mentre una mano portava la posata alla bocca, l'altra accarezzava lentissimamente il ginocchio della donna con i polpastrelli che tamburellavano all'inizio dell'interno coscia appena sopra lo stesso ginocchio. Lei: - smettila-! Lui: - daiiiii, sono di nuovo duro. Ho di nuovo voglia. Non è colpa mia sei tu che ecciti. E poi... hai detto che sono fuori di testa si o no? L'ammissione del ragazzino che lei lo eccitava l'ha fatta arrossire davanti a lui: - lo vedi? Ti piace sentirti dire che sei bella, sei bona, che ecciti e sei ancora da scopare molto-. Dicendo questo, faceva lentissimamente salire la mano sempre coperta dalla gonna, fino a dove le cosce polpose, a causa dell'essere seduta univano le loro carni avvolgendo anche uno stecchino tra ...
«12...222324...45»