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Peomettimi di farlo tu
Data: 10/12/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Nonna Fede
... ancora sperare o illudersi che era stato il vino ad aver reso possibile quella scena e che da sobrio, quell'uomo avesse limiti maggiori. D'altronde da casa dei ragazzi fino al parcheggio, quando erano stati da soli in macchina non aveva minimamente accennato al sesso ne con le parole e neanche con qualche gesto. Durante il percorso, dallo specchietto retrovisore lui si è accorto di un'auto che da tempo li seguiva e che ogni tanto lampeggiava. Trovato un parcheggio libero ha accostato. Lei, Federica non capiva, anche perché il gesto che le aveva fatto era di eloquente significato: aspetta un momento, c'è qualcosa di strano. L'auto che li seguiva si è fermata a sua volta poco più avanti. Era il SUV dei tizio che nel parcheggio l'aveva importunata. Sceso, Diego si stava avvicinando all'altro veicolo e raggiunto rimaneva in piedi vicino allo sportello dell'autista. Il finestrino abbassato, i due uomini impegnati in un'intensa conversazione, lo si capiva dal labiale concitato di Diego che tornato al suo posto di guida non le ha dato spiegazioni, ne lei gliele ha chieste. Vedendo però che la strada non era quella di casa, Federica ha sbottato: - ma insomma, dove mi sta portando ancora? Voglio rientrare. Lui, dandole del tu: - calmati! Perché questo tono? Cosa ti ho fatto, che succede? Lei addirittura stava per scusarsi. Diego ferma la macchina Uno degli spiazzi liberi utilizzati come parcheggio dell'AUCHAN spegnendo il motore, un'altra li raggiunge, è il SUV di prima, Diego scende ...
... ancora e si riavvicina all'altra auto, poi torna, apre lo sportello dal lato della donna e la fa scendere. Lei, come un automa, lo segue e si ritrova seduta sul sedile destro anteriore del SUV, guidato dall'uomo che poco prima le aveva offerto dei soldi in cambio di un rapporto sessuale. Ancora una volta. Stava succedendo ancora. Un uomo, praticamente sconosciuto la stava cedendo ad un altro ancora più estraneo. Prima che potesse reagire, la macchina si stava già muovendo. In meno di un minuto, lasciando lo spiazzo ed entrando in un viottolo sterrato in cui passava una sola macchina che comunque doveva farsi un po' largo tra cespugli e canne che praticamente quasi avvolgevano il SUV, erano davanti a un muricciolo di una casetta, più che altro una capanna che interrompeva bruscamente il viottolo che continuando avrebbe portato sotto l'inizio di un cavalcavia con strada a scorrimento veloce molto utilizzata come circonvallazione a evitare le vie interne cittadine. I mezzi che la percorrevano non potevano certo fermarsi in quel punto preciso dove affacciandosi oltre il guardrail e il muretto di protezione, si sarebbe visto il SUV parcheggiato e, attraverso il parabrezza unico vetro non oscurato, gli occupanti e quel che facevano. C'era un particolare di cui Federica non si poteva assolutamente accorgere ignorandone completamente l'esistenza: una microcamera applicata all'aletta parasole del posto di guida, con amplissima visuale del completo abitacolo dell'auto, collegata wi fi ...