1. Vacanza in sicilia: abusati da un vecchio guardiano


    Data: 10/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: LaCavalla

    ... mio ano dilatato direttamente nella bocca avida di mio marito, mentre lui affidava alle mie labbra il compito ripulirgli il cazzone che ora andava perdendo di consistenza.
    
    Abbandonatosi ora esausto con la schiena al muro osservava come io e il mio maritino amoreggiavamo godendoci il suo nettare. Infatti, Carlo aveva tenuto in bocca un bel po’ di sperma raccolta dal mio orifizio e ora baciandoci la condividevamo con passione.
    
    Dopo di ciò cademmo tutti e tre in un sonno profondo. Non so quanto tempo fosse passato, ero distasa a pancia sotto e stavo rannicchiata accanto al petto di Carlo quando ho avvertito alle mie spalle una mano che mi accarezzava le cosce e il mio fondoschiena, il pelo villoso di quell’uomo sulla mia schiena e i suoi baffoni che mi solleticavano sul collo mentre mi baciava e mi origliava che aveva ancora voglia di me. Avevo sonno, ero ancora stanchissima e ancora dolente del rapporto che avevamo avuto prima, l’ho anche supplicato di lasciarmi stare, ma lui ha insistito, ...
    ... mi voleva ancora.
    
    M montò sopra, immobilizzata dal peso del suo corpo, mi ha penetrata nuovamente nella fica e mentre lo faceva aumentando sempre di più il ritmo mi diceva: vacca, hai visto come sei bagnata e larga? Mugolava e spingeva tutto dentro di me fino a che, nel giro di una decina di minuti mi ha inondato la fica con un’altra copiosa sborrata.
    
    Mi lasciò lì ansimante, accanto a mio marito che ancora dormiva, mentre lui si era rivestito ed era uscito dalla piccola stanza.
    
    Fece ritorno di lì a poco per svegliarci, in maniera brusca e imprecando, ci disse che era tardissimo e ce ne dovevamo andare di lì al più presto perché stavano per arrivare i visitatori.
    
    Ancora intontiti, raccogliemmo le nostre cose, ci vestimmo in fretta e furia e uscimmo dalla stanza. Una volta fuori il porco, dandomi una pacca sul culo e guardandoci entrambe, disse: tornate quando volete, suga minchia che non siete altro, che vi faccio di nuovo la festa e con una fragorosa risata si congedò da noi.
    
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