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L'impiegata di papà
Data: 12/12/2019, Categorie: Etero Autore: architetto
Un lettore mi ha inviato questo racconto per chiedermi se valeva la pena di essere pubblicato��..per me sì, ed allora eccolo qui.Sono Mirko, studente universitario di 25 anni e questa è una storia veramente accaduta circa 1 anno fa.Quando sono libero da impegni di studio, do� una mano a mio padre che ha un magazzino di autoaccessori. Prima era in società con suo cugino che raggiunta l�età della pensione ha ceduto a mio padre la sua quota. Nell�attività è coadiuvato da due dipendenti e da una signora che sbriga le faccende d�ufficio.Questa signora, Teresa, è da molti anni che lavora lì e mi ha visto crescere. E� una donna, single di ritorno, di 51 anni ben portati, non molto alta, con grandi tette ed un culo più che accettabile. Tette e culo che spesso mette in risalto con abiti molto aderenti, ma la sua particolarità è la carnagione molto scura, sembra persino una mulatta.Ha un carattere molto gioviale ed aperto e con me anche da ragazzino è sempre stata prodiga di complimenti. Da un po� di tempo questi complimenti erano diventati�.non so come definirli�..diciamo più audaci e quando eravamo insieme nel piccolo ufficio, non erano rari gli strusciamenti. Uno dei dipendenti di mio padre se ne era accorto e tra il serio ed il faceto mi aveva detto: � �.ma perché non la fai contenta, portala di la in magazzino e farle fare un giro in giostra�. L�avevo buttata sul ridere rispondendogli che preferivo carne fresca, però un piccolo tarlo si era puntato nella mia mente. Non è che mi ...
... mancassero donne, in università si seminava e si raccoglieva�.e poi c�era Lucia la mia �trombamica�, ci conoscevamo dalle elementari e nei momenti di magra, quando si accendeva la spia del troppo pieno, bastava una chiamata e ci facevamo passare la voglia.Torniamo a Teresa: lei continuava nei suoi atteggiamenti nei miei confronti ed il tarlo rosicava. Eravamo alla fine dell�anno, tempo d�inventari e mio padre per contenere i costi mi aveva pregato di aiutarlo a farlo: � così non pago straordinari ai dipendenti� aveva detto ed io mi sono messo all�opera. Praticamente da solo e con l�attività aperta più che un inventario è risultato un inventato: �poi ci pensa il commercialista a metterlo in ordine, l�importante è dargli una traccia� aveva sentenziato il �vecchio�.Il palmare, questo sconosciuto! Ho dovuto annotare tutto con carta e penna e poi trasferire i dati nel server. Per fare questo ero in ufficio a stretto contatto di Teresa, che non ha perso l�occasione per provocarmi al punto che mi sono deciso e seguire i consigli che mi avevano dato. Teresa faceva un orario continuato, staccava alle due, il negozio chiudeva dalle 12,30 alle 15,30 e mio padre ed i collaboratori se ne andavano. E� stato facile prendere una scusa e restare in ufficio durante l�intervallo.Restati soli, facevo finta di lavorare, ma stavo cercando il momento opportuno per sferrare l�attacco. Momento che si presentò velocemente, per prendere un raccoglitore Teresa si avvicinò alla mia postazione, l�ufficio ...