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L'impiegata di papà
Data: 12/12/2019, Categorie: Etero Autore: architetto
... scrivania allargando le gambe:� Vieni bambino mio, fammelo sentire�.scopami�Purtroppo con la mia altezza decisamente superiore alla sua riuscì a mala pena a infilaglielo dentro, ma di scoparla non c�era verso. La presi in braccio e la sbattei al muro. Mi circondò la vita con le gambe, un braccio stretto intorno al mio collo, con l�altra mano mi prese il cazzo e se lo infilò nella figa: � E ora, muoviti....trombami �disse.La baciai con violenza:�Sei un porco � mi sussurrò all�orecchio.Io annuii sorridendo: �E tu sei una vecchia troia.�Così dicendo, con un colpo secco le fui dentro. Gemette aggrappandosi a me.Io la penetrai sempre più forte. Quando rallentavo per tirare il fiato, non era leggerissima, mi urlava:�Non fare lo stronzo, non fermarti�.scopami!!!�Mi piaceva provocarle frustrazione, la portavo quasi a venire e poi mi fermavo, mi insultava,l�avevo quasi ridotta in lacrime e la lasciai raggiungere l�orgasmo.Si aggrappò sempre più forte man mano che si avvicinava e mi incitava:�Scopami, scopami!!! bambino �.che bello! Non ti fermare ti prego, fammi godere!�Quando venne lanciò un urlo, la cullai un po� contro il muro. Con il cazzo ancora in lei, sentivo la sua figa contrarsi. Quando mi sfilai emise un gemito di dissenso. La portai, sempre in braccio, sulla scrivania. La feci sedere, rovesciando un po� di pratiche: � Che vacca che sei�..che cagna in calore.�� E tu un porco!...hai un bel cazzo e lo voglio ancora.�Sorridendole le allargai le gambe, alzandole e la penetrai, ...
... lei gemette, iniziai a fotterla di nuovo. Lei mi guardava, gemeva forte, urlava e mi sorrideva, aggrappato alle sue tette gliele strizzavo forte:� Non fermarti, scopami! Sono una puttana, la tua puttana! Scopami, maiale! �Era eccitante da morire�. io la scopavo con violenza e lei godeva come una porca incalzai il ritmo e venne di nuovo con un urlo assurdo.Ero anche io ormai al capolinea, la feci inginocchiare a terra senza tanti complimenti e le sborrai in faccia e sulle tette. Lei da brava troia, mi ripulì con la lingua.Andammo nel minuscolo bagno ripulirci alla meglio, fu lei che me lo sciacquò:� Hai un bellissimo cazzo�.è meglio di quello di tuo padre.�Rimasi di stucco:� Sei proprio una zoccola�anche il vecchio ti trombi�� No lui non mi ha mai scopato�.gli piacciono i pompini.�Come se niente fosse tornò in ufficio e si rivestì.Nei giorni successivi a quel pomeriggio mi resi latitante, non mi andava di ritornare sul luogo del delitto. Ma lei mi chiamò e m�invitò un pomeriggio a casa sua.L'appartamento era modesto, ma arredato con gusto.Non ci fu imbarazzo, neanche quando la porta fu chiusa alle nostre spalle, perché lei mi tolse la giacca, la appoggiò con grazia su una sedia, ed in un attimo fu tra le mie braccia, ogni centimetro del suo corpo, con tutte le sue curve aderivano al mio, si strisciava contro, voluttuosamente, alla mia turgidità.Il bacio prese vigore, le lingue guizzarono, le mie mani si persero prima sui suoi seni, sui suoi fianchi, ed infine avvinghiate alle ...