1. L'impiegata di papà


    Data: 12/12/2019, Categorie: Etero Autore: architetto

    ... era piccolo ed il suo culo era a meno di un metro dalla mia mano, che si spostò dal mouse alle sue chiappe.� Che fai ragazzino? Mi palpi il culo? �� Perché ti dispiace non è quello che vuoi? � e le alzai la gonna, scoprendole le cosce possenti velate dai collant.� staresti meglio con delle autoreggenti� continuando ad accarezzarle il solco tra le natiche e scendendo tra le sue gambe, lei si era piegata leggermente in avanti ed aveva allargato le gambe.� Ti stai già bagnando? Quant�è che non scopi?�� Ragazzino io scopo quando ho voglia e con chi voglio. Tu piuttosto sei sicuro che saresti all�altezza della situazione.�La presi per un braccio e la girai verso di me e aprendomi i pantaloni le mostrai il mio arnese:� però non male, ma sei capace di usarlo?�� dipende��fammi vedere se vale la pena�Non vedeva l�ora si tolse la maglia e quando abbassò il reggiseno mi trovai di fronte 10 chili di tette, con due areole grandi e scure quasi nere.� Huao! Quanta carne.!�Esclamai stuzzicandole i capezzoli che diventarono subito duri, lei mise le mani a coppa sorreggendole e me le avvicinò al viso, alla bocca. Cominciai a ciucciargliele mentre con le mani esploravo i suoi bassifondi. Le tirai giù collant e mutande in un sol botto:�piano che me li rompi�..non voglio arrivare a casa con la patonzola al vento�Le passai le dita sul solco, gemette, era già bagnata:�senti che umidità che c�è qui, avevo ragione è un po� che non scopi.�sì è tanto troppo��datti da fare, cosa aspetti.�Si tolse le ...
    ... scarpe, collant e mutande, si arrotolò la gonna in vita e mi mostrò le labbra scure della sua turgida figa, che sembravano le ali di una farfalla tropicale grandi, scure e polpose, con il clitoride già gonfio che spuntava da esse. Cominciò ad accarezzarsela, prima lentamente, poi con furia crescente, quindi alzando luna gamba su uno sgabello me la mise davanti al naso. Presi a lavorare di lingua, poi anche con un dito e poi con due. Lei gemeva, ansimava, mi teneva le mani sul capo, la sua figa colava umori che scivolavano sul mio viso:� dai bambino�..continua così. Bravo�.sì così, fammi godere�La leccai e masturbai fino a che non cominciò ad agitare i fianchi��stava venendo.� huuu�..godo, godo�..che bello�Spostò di botto la gamba dallo sgabello stringendola verso l�altra, con il rischio di stritolarmi la faccia. Si abbassò e mi leccò il viso fradicio dei suoi umori, mi fece alzare dalla sedia e mi abbassò i pantaloni ed i boxer:� Fammi sentire il tuo sapore, voglio assaggiartelo�Capii subito che avrei dovuto mandare la mia trombamica a lezioni da lei, me lo prese in bocca. Succhiava il cazzo, leccava le palle e poi invertiva leccando il cazzo e succhiando le palle.Io la tenevo per i capelli, era una di quelle che spompinava proprio con passione. A un certo punto iniziai a scoparle la bocca. In breve ce l�avevo di marmo:� Eccolo come piace a me, bello duro e anche grosso�..dai mettimelo dentro, fammelo sentire�Si voltò di spalle e si abbassò, appoggiandosi con le braccia alla ...