1. Silenzio


    Data: 13/12/2019, Categorie: Etero Autore: Des

    ... di pudore "TU-A"...scandisci... La confessione sprofonda in un limbo di attrazione, odio reciproco ed amore infinito, la musica delle nostre ammissioni si confonde tra lo sfondo delle esplosioni luminose che si disegnano in cielo come su di una tavolozza divina. Dentro la consapevole poesia di non poter piu' fare a meno di noi. La cella della mia prigionia si apre, sovrappongo le mani a ventaglio sulle tue che mi accolgono,si intrecciano le dita, portiamo sul seno le braccia incrociate a disegnare il piu' sublime quadro Klintiano I tuoi gemiti si fanno meno evasivi, sempre piu' frequenti e spudorati. Come un naufrago in un gesto estremo di salvezza cerca di afferrare lo scoglio a riva spingi con tutte le tue forze i fianchi verso il mio bacino. Un altro "AH",ma questa volta confessato a gran voce, bagni col tuo nettare il bacino non contengo la follia... Il mio seme deflagra in te sposando il mio calore al tuo fiume di piacere. Mi sento esausto e disorientato. Le ultime tre esplosioni pirotecniche rieccheggiano nei nostri cuori,come un fiabesco rintocco di campane sanciscono la fine della festa e del tempo che ci è stato concesso; i nostri corpi esanimi si cercano tra il riflesso e la penombra. Tutto tace ora, la musica, le voci i nostri affanni... Espiri, e le dita si liberano dalla contorta geometria creata con le mie, le spalle si sciolgono, la tua schiena seguita dal busto si volta di verso di me. Per la prima volta gli sguardi si incrociano, non più uno specchio come ...
    ... filtro, sento il calore del tuo alito soffiare come scirocco sulle mie labbra; delizia ed incredulità. Le mie braccia ti liberano dalla presa, la tua mano sulla mia guancia ispida,un bacio velato corona la meraviglia del reato appena consumato. Fuori, il silenzio, si fa più presente ed entrambi sappiamo di non avere più molto tempo per ripulire la scena del crimine e lavar via l'odore selvatico della nostra pelle sfregata. Mi vesto frugalmente mentre tu ti dirigi verso il bagno per acclimatare l'acqua della doccia. Apro la porta della stanza ed incrocio nuovamente i tuoi occhi sulla soglia del bagno; "Ancora" dico in tono imperativo "Di più" rispondi prontamente tu eccitata da quel l'ordine non svincolabile. Mi volto e scendo le scale di corsa, indosso il casco, il ronzio del dispositivo di avviamento disturba la quiete che intorno s'era creata. Prendo la strada verso il paese giù per la collina, mi disimpegno tra le curve incrociando qualche famiglia intenta ad accasare dopo i festeggiamenti . Sorridono...riconosco qualcuno da sotto la visiera ma non saluto. Passo il centro ormai svuotato se non per i gruppetti di irriducibili: "Se famo l'ultima bira e poi tutti a casa", mentendo spudoratamente a se stessi e consapevoli già di quale sarà il prossimo step:"c'è da svuotare il fusti: mica li buttiami così". Esco dal centro e prendo la salita per la collina di casa, ancora un paio di curve, la moto che risponde perfettamente ai miei comandi mi fa sentire potente, ancora ...