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Incontri al buio
Data: 14/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: IlBaroneRosso
... Giuseppe (chissà se il nome era vero): se combinavano, bisognava organizzarsi come volevano loro. Entravano nel motel; poi Giuseppe gli avrebbe mandato un sms con il numero della loro stanza. Lui doveva raggiungerli nella loro stanza, ma almeno la prima volta tutto si sarebbe svolto al buio, rigorosamente al buio. La lei non doveva vedere Massimo e Massimo non doveva vedere lei. E senza parlare per tutto l’incontro. Vabbè. Se è tutto qui il problema. Presero accordi. Niente foto di faccia. Ma allora nemmeno la mia, pretese Massimo. Foto di corpi sì, ma decollati. Non male quello di lei. Anche il suo non dispiaceva alla signora, gli scrisse Giuseppe, il maschio dei due. Si scambiarono i numeri di cell. Massimo gli diede quello del telefonino che usava apposta per i contatti extra-contrattuali. Trovarono il giorno, l’ora giusta, il motel, tutto ok. Rispettò il cerimoniale concordato: mandò un sms per confermare che era pronto, nella sua stanza. Giuseppe gli rispose laconico con il numero della loro. Raggiunse la stanza. Bussò. Aprì lui, Giuseppe. Un tizio normale, alto uguale, faccia simpatica, un bel fisico, si capiva, anche se era vestito. Qualche anno più anziano, comunque un bell’uomo. La camera era illuminata. - E lei dov’è? - Pina (figuriamoci se è il nome vero) è in bagno. Sta aspettando che io la chiami. - In che senso? - Spogliati e mettiti sul letto. Io spengo le luci, apro la porta del bagno e la ...
... faccio entrare. Se non arriva la sua donna, qui finisce male. Se crede di fare un incontro omo con me, con la scusa del buio, lo prendo a pugni, pensava Massimo. E invece no. Giuseppe spense ogni luce e abbassò le tapparelle. Non si vedeva una cippa. Lui aprì la porta del bagno, anche quello era buio. Entrò Pina, nuda, e si buttò sul letto. Dalla pelle, dolce al tatto, prima che dagli ovvi particolari anatomici, era proprio una donna. Preliminari molto intensi e piacevoli. Subito scatenata, lei. Ogni tanto si incrociavano le sue mani con quelle di Giuseppe che toccava lei, niente di che. Meglio, gli ricordavano che si trattava di un incontro a tre. Lei davvero appassionata. E appassionante. Poi si abbassò: un pompino regale, da tempo non provava una cosa così. Cominciò a comandare lei, Pina, con i gesti. Inequivocabili. Gli spinse giù la testa e le spalle; gli si mise sopra, in pratica gliela mise in bocca. C’era anche il cazzo di Giuseppe, da quelle parti. Tra una leccata di fica e l’altra se lo ritrovò sulla bocca. Non lo aveva messo lì per sbaglio, voleva un pompino. Cosa fare, respingerlo? Fare lo schifiltoso? Non era il caso. Cercò di ripetere al cazzo di Giuseppe quello che gli faceva Cinzia al suo, ai bei tempi. Ora Pina gli aveva dato un preservativo da indossare. Poi si era messa sopra, e glielo cavalcava mentre lui spompinava Giuseppe. Tutto sommato andava bene, anche perché Pina era prodigiosa nella ...