1. Il maritino e i suoi amici (1° parte)


    Data: 16/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: schiavadelcazzo

    Erano passati mesi dalla prima e unica volta che avevo incontrato Marco. Quel rapporto consumato furtivamente tra i parcheggi di una zona industriale mi aveva lasciato con l’amaro in bocca e mi ero raffreddata nonostante fosse stata un’esperienza nuova ed inaspettata.
    
    Qualche volta ricevevo da parte sua dei messaggi in cui mi chiedeva come mi andava la vita… molto probabilmente un finto interessamento sul mio stato psicofisico per cercare un approccio per nuovi giochi a cui non davo mai troppo spazio. Ero arrivata quasi al punto di essere infastidita da quel finto interessamento. Anche se la sua idea di farmi scopare da 2 o più dei suoi amici mi aveva eccitato molto mentre mi facevo impalare come una puttanella da 4 soldi nella sua auto. Nonostante questo il divertimento non mi mancava di certo, avevo passato l’inverno divertendomi con uomini più vicini alla mia età, con cui spesso mi incontravo di notte inoltrata dopo le uscite con gli amici, e che riuscivano a soddisfare la mia voglia di cazzo… anche se la fantasia di essere presa di forza da più uomini era spesso presente nelle mie immaginazioni più recondite.
    
    Un pomeriggio di Aprile uno splendido sole aveva regalato alla città un calda giornata primaverile. Quel giorno decisi di andare a fare una bella passeggiata per le vie del centro, sperando di calmare gli ormoni impazziti che la primavera aveva risvegliato prepotentemente in me. Nelle ultime settimane non era passata notte in cui non mi fossi procurata piacere ...
    ... con il mio inseparabile vibratore almeno una volta. Mi sentivo come una corda di violino, tesa, pronta a vibrare alla minima sollecitazione.
    
    Camminando per le vie del centro baciata dal sole, in jeans, scarpe da ginnastica e i lunghi capelli raccolti nella classica coda di cavallo guardavo senza pudore gli uomini, accoppiati e non, negli occhi con fare di sfida. Speravo forse che qualcuno leggesse nei miei profondi occhi color nocciola tutta la voglia che avevo di essere posseduta in quel momento.
    
    In quel mentre iniziò a squillarmi il telefono. Quasi scocciata dal dover interrompere quel gioco che avevo creato tra me e il resto del mondo mi misi a rovistare nella borsa in fretta e furia per arrivare nel più breve tempo possibile al cellulare. Quando finalmente lo trovai con una mano risposi affannata, senza nemmeno aver il tempo di leggere il mittente della chiamata per paura che la chiamata terminasse.
    
    Dall’altra parte della cornetta sentii una voce calda e pacata non del tutto nuova ma che non riuscivo ad associare a nessuna delle mie conoscenze.. scostai il cellulare dall’orecchio e andai a leggere il nome sullo schermo: “Marco”. “Accidenti a me e alla fretta.. adesso che scusa mi invento per sganciarmi da questa chiamata?” pensai. Non sono mai stata brava né ad inventare scuse, né a mascherare l’antipatia verso una persona. “Va beh a questo punto.. magari si renderà conto che non c’è più la voglia da parte mia di approfondire questa strana amicizia”. Nonostante ...
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