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Il maritino e i suoi amici (1° parte)
Data: 16/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: schiavadelcazzo
... mi sfilai gli stivaletti e mi rinfilai le decoltè approfittando di quella sosta per sistemarmi i capelli che si erano scompigliati nello sfilare il maglioncino. Finito la “trasformazione” riiniziai a guidare verso la mia destinazione con qualche difficoltà dovuta alla guida con i tacchi così alti. Quando arrivai al casello designato, pagai il pedaggio e parcheggiai nel parcheggio a fianco all’uscita autostradale. Una volta ferma ripresi in mano il telefono e controllai se Marco mi aveva inviato altri messaggi. Nulla. Ormai l’orario che mi aveva indicato per il nostro incontro era vicino. Gli scrissi avvisandolo che io ero arrivata e li stavo aspettando nel parcheggio. Mi rispose che avevano tardato un attimo ma che in 10 minuti sarebbero arrivati al luogo dell’appuntamento. Rimasi immobile all’interno della macchina quasi impietrita. Ora la paura mi aveva di nuovo pervasa e stava prendendo il controllo di me. Alla fine quegli uomini non li conoscevo. Gli stessi pensieri che mi avevano turbato la prima volta che lo incontrai si rifecero strada in me più insistenti e pressanti. Scesi dalla macchina, dimenticando del tutto il modo in cui ero vestita. Mi appoggiai alla portiera della mia macchina e accesi una sigaretta per stemperare quella snervante attesa. Il tempo di fare due tiri e vidi una berlina grigia entrare nel parcheggio. La seguivo con lo sguardo per cercare di intravedere chi vi fosse al suo interno. Non riuscivo a vedere distintamente l’unica cosa che scorsi ...
... erano tre figure al suo interno. Non era sicuramente Marco pensai, loro sono in due. La berlina fece il giro del parcheggio e si fermo proprio dietro alla mia auto; dal lato del guidatore uscì un uomo a me familiare. Era Marco che con il suo bel sorriso con cui mi aveva accolto quella sera nel parcheggio del centro commerciale. Si avvicino a me con passo deciso e senza nemmeno salutarmi mi trovai le sue mani intorno ai miei fianchi e la sua lingua che lottava prepotentemente con la mia. Mentre mi baciava sentivo le sue mani frugarmi ovunque, sul sedere, sulla schiena, in mezzo ai capelli, sulle cosce, sul seno… arrivato al seno si stacco da quel bacio pieno di passione e con desiderio di volermi possedere le schiaccio ulteriormente ai lati e le fisso così strette tra il corsetto e le sue mani. L’unica cosa che disse fu “Dio mio che tette favolose” dopo di che ci si buttò a capofitto introducendo una mano sotto al coppa del corsetto per andare a tastare la durezza del mio capezzolo mentre con la lingua li percorreva in tutta la sua grandezza l’altro seno. A quelle attenzioni reclinai la testa all’indietro e socchiusi gli occhi. Mugolii di piacere iniziavano già ad uscire dalle mie labbra. Sentendo i primi gemiti Marco si stacco, avvicinò le sue labbra al mio orecchio, e mi sussurrò “Sapevo che sei veramente una troia.. ma senti qua che voglia hai, ab sta che ti sfioro un capezzolo e per poco non godi di già... ti ho sentita bella carica al telefono oggi pomeriggio e per questo ti ...