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Incontri estivi
Data: 19/12/2019, Categorie: Etero Autore: passepartout
La incontrai nell’estate di tre anni fa, eravamo entrambi ad un meeting letterario nella pineta di Castiglione della Pescaia, dove io avevo una piccola libreria. Ascoltavamo un giovane scrittore che durante quell’anno aveva pubblicato un interessante romanzo, divenuto dopo pochi mesi un best seller. Il pomeriggio offriva un piacevole passatempo a turisti, curiosi e quelli che come me erano là, perché interessati dalla passione che mi aveva portato ad aprire l’attività. Il cielo era limpido ed il sole cominciava a nascondersi, quando lo scrittore concluse la sua intervista-dibattito, sotto l’ombra dei pini secolari. Sedevo accanto alla signora, che seppi poi, essere in vacanza con suo marito. Dopo un breve applauso, ci alzammo e dirigemmo verso il bar per un aperitivo, mentre venivo servito, mi ritrovai di nuovo accanto alla signora e così, con leggerezza e curiosità, le chiesi se aveva trovato interessante il dibattito. “Molto”, rispose guardandomi, masticando un’oliva. Aggiunse di avere letto il libro di cui si era parlato e di averlo trovato appassionato ed intenso. Condivisi in parte il suo giudizio ed in breve ci trovammo a fare collegamenti letterari infiniti e confrontare le nostre letture. Ci presentammo, si chiamava Cinzia. Veniva da Milano, con suo marito avevano deciso di trascorrere sulla riviera toscana i quindici giorni di vacanze estive ; erano giunti alla metà della loro permanenza. Le chiesi del suo consorte e mi rispose che era impegnato in una partita di ...
... tennis, con delle persone incontrate in albergo. Ci avviammo verso il centro del paese, chiacchierando delle nostre attività e lainvitai a venirmi a trovare in libreria, avremmo potuto continuare la chiacchierata e scambiarci consigli letterari. Due giorni dopo, nel tardo pomeriggio, sentii le campanelle della porta del negozio suonare, ero nel retro bottega a controllare sul computer alcuni ordini. Dissi a voce alta che sarei arrivato subito e quando mi presentai dietro il bancone, davanti a me c’era lei, con un vestito bianco di cotone, semplice e fresco, i seni e i fianchi riempivano perfettamente la stoffa tesa, due gambe affusolate e abbronzate si muovevano fra gli scaffali, indossava un paio di sandali di cuoio, comodi e pratici, teneva le braccia incrociate dietro la schiena, mentre leggeva il dorso dei libri. “Buon pomeriggio”. “Buon pomeriggio” disse sorridendo, “stavo dando un’occhiata in giro … per me è sempre piacevole e magico entrare in una libreria.” “La capisco” annui sorridendole. Ordinai due aperitivi al bar e li sorseggiammo nel negozio. A quell’ora il lavoro era quasi cessato e si poteva stare molto più tranquilli all’interno della libreria che al bar, dove la confusione della stagione e il costante andirivieni di persone che conoscevo, mi avrebbero costretto a continui saluti. Mi raccontò della sua ultima lettura: "L’ombra del bastone" di Mauro Corona, uno scrittore particolare, per le storie che racconta, legate alla montagna ed alla sua terra. Mi disse che ...