1. Incontri estivi


    Data: 19/12/2019, Categorie: Etero Autore: passepartout

    ... comodo” disse seria. “inoltre si ha la sensazione di essere a contatto con la terra” aggiunsi sedendomi accanto, “l’arredamento giapponese che ho scelto, mi dà una grande serenità e pace, ho fatto diverse ricerche prima di decidere dove collocare i vari ambienti e l’ho fatto studiando l’orientamento. Conosci la filosofia dello feng shui?” parlavo mentre le nostre spalle quasi si toccavano, il suo viso era a pochi centimetri dal mio, sentivo fortissimo il suo dolce profumo e il calore che la sua pelle emanava, la stavo desiderando. “Ho letto qualcosa, mi pare si basi sul principio dei cinque elementi che interagiscono fra loro e che possono essere produttivi o distruttivi, affascinante direi”. “Non come te Cinzia” bisbigliai e quando i suoi occhi si distolsero dai miei, per un misto d’imbarazzo e lusinga, la baciai, furtivo e veloce, sentii la dolcezza e la morbidezza delle sua labbra, un bacio casto ma ripieno di desiderio. Tornammo a guardarci, questa volta con la sensazione di qualcosa di ineluttabile che stava per accadere. Ci baciammo di nuovo, questa volta avvolgendo le nostre appendici bagnate l’una intorno all’altra, mentre le labbra si mangiavano vicendevolmente, la mia mano destra calò la spallina del vestito di Cinzia, scoprendo il suo seno, piccolo come un bocciolo, sormontato da un capezzolo turgido e grande, che cominciai a stuzzicare tra il pollice e l’indice, pizzicandolo. Ci sdraiammo sul letto, sollevai il vestito ...
    ... fino alla vita e scoprii il bacino, le cosce tornite e abbronzate si spalancarono, mentre con la mano strofinavo il sottile lembo di stoffa che componeva il suo stringato perizoma, sentivo la fica bagnata, le mutandine si stavano inzuppando, ma volevo continuare questa tortura, così, mentre i suoi gemiti riempivano la stanza, cominciai anche a baciarla intorno all’inguine e immediatamente sopra al pube, senza mai arrivare al suo sesso. Il trillo del suo cellulare, colpì il mio cervello come una lama tagliente, qualcosa si spezzò. Suo marito stava tornando dalla cena in anticipo, un contrattempo lo aveva irritato, le chiese dove si trovasse e Cinzia mentì, dicendogli che era fuori per una passeggiata, ma sarebbe stata di ritorno da là a qualche minuto, “ti raggiungo” disse lui, “così prendiamo qualcosa da bere”. Cinzia mi guardò, scosse la testa e dopo avere chiuso il telefono, si scusò con me. “Mi spiace, devo andare…” disse sistemandosi la gonna e ravviandosi i capelli. L’aiutai a rialzarsi dal letto e l’accompagnai alla porta. “Domani pomeriggio torniamo a Milano” disse guardando fuori il cielo stellato. “Già. Fai buon viaggio, se vuoi puoi scrivermi qualche mail e ogni tanto potremmo telefonarci.” Le dissi senza troppa convinzione, la sensazione che l’occasione per vivere qualcosa d’intenso insieme fosse passata, era fortissima dentro di me. Annuì e mi baciò sulle labbra, poi uscì dal vialetto e scomparse nella notte profumata. 
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