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L'estate di alessandro 2
Data: 23/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: troiettobisex
... com’è arrapato il bambino!” Infatti, senza rendersene conto, Alessandro aveva il cazzo già completamente duro e a nulla valsero i suoi tentativi di coprirselo con le mani. Non preoccuparti gli disse Francesco, adesso tu vieni con me ed io spegnerò il tuo incendio, così dopo potremo dedicarci agli altri senza essere infoiati, per farli divertire di più. Alessandro colse in quelle parole quasi una minaccia: che voleva dire con potremo? Gli voleva sottrarre una parte di quei ragazzi? Ne erano venuti così pochi e doveva dividerli con lui? Con una certa apprensione seguì Francesco nel nascondiglio, notando che portava con sé una piccola scatola metallica. Arrivati nel nascondiglio Francesco lo informò che anche lui era un finocchio e gli avrebbe insegnato le cose che bisognava saper fare per far godere un uomo. In meno che non si dica prese il cazzo di Alessandro in bocca e gli praticò un pompino magistrale, con leccate e strizzatine di palle, slinguazzate sulla cappella ed ingoio integrale di sborra. Quando Alessandro venne, Francesco lo invitò a mettersi alla pecorina e con la bocca e la lingua gli fece provare l’estatica sensazione di quando il buco del culo e lo sfintere sono trattati in quel modo, fino allora ignorato da Alessandro, che aveva di nuovo il suo cetriolo ben maturo. Rilevata la situazione Francesco si posizionò alla pecorina e gli disse d’infilarglielo nel culo e di scoparlo spingendolo il più profondamente possibile. Alessandro ...
... cominciava ad apprezzare quell’insegnante, che l’aveva iniziato alla scoperta delle possibilità di godimento del posteriore, ma contemporaneamente lo detestava per averlo lasciato insoddisfatto con uno strano “prurito” sul buco del culo. Quando venne per la seconda volta, nel culo di Francesco, gli disse che voleva essere inculato anche lui, raccomandandogli di fare piano perché era ancora vergine. Francesco gli rispose che non poteva farlo, perché a lui non si rizzava mai, ma in ogni caso quella primizia era riservata ad Carlo, considerato capo clan. Come per incanto Carlo entrò nel rifugio e Alessandro si precipitò con la bocca sul suo manganello, ancora pendulo. Iniziò a lavorarlo con la tecnica appena acquisita da Francesco, che, nel frattempo, data la posizione adatta, si era attaccato con la bocca al suo buco del culo, riprendendo la lavorazione precedentemente sospesa. Quando Carlo ebbe il suo pennone ben rigido, Francesco aprì la misteriosa scatoletta che conteneva della normalissima vaselina e, prendendone una ditata, cominciò a lubrificare il pulsante sfintere di Alessandro, penetrandolo e dilatandolo più volte con un dito. Alessandro era molto eccitato da quel gioco e mollando il cazzo di Carlo si girò freneticamente con il culo verso quel bel pezzo di carne. Carlo non fece complimenti e, appoggiata la punta della cappella sul quell’invitante accesso, con un deciso colpo di reni penetrò all’interno. Un grido di dolore uscì dalle labbra di Alessandro, ma ...