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Davide. quel pacco sul ramo del lago di como
Data: 24/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: Devil93
Dopo la laurea triennale presi la decisione di trasferirmi in Lombardia da mio padre e lavorare un po' in attesta di Ottobre, quando sarebbero iniziate le lezioni della specialistica. Trovai quasi subito lavoro, data la mia pregressa esperienza, come barista e cassiere in un ristorantino carinissimo sulla riva del Lago di Como. Il lavoro era stancante e gli orari massacranti, ma ciò che più mi risultava insopportabile era l'eccessiva formalità a cui ero obbligato: non ci si poteva sedere, mai, non ci si poteva appoggiare al bancone, non si poteva usare il telefono e ( giuro, è la verità) fui rimproverato anche di essermi specchiato troppo a lungo nello specchio enorme appeso in un muro di una delle sale. Insomma, un'ansia. I miei colleghi erano per la maggiore arabi ( egiziani, pakistani, turchi) e, all'inizio, credevo che la mia omosessualità sarebbe stata motivo di scherno; mi accorsi solo dopo poco tempo che in realtà l'atmosfera era abbastanza rilassata e nessuno osò mai proferire la minima battuta sul mio orientamento, la mia appena accennata femminilità o la mia voce non esattamente da taglialegna. Non sono certo classificabile come checca, ma la mia galoppante vanità e il mio istinto alla continua provocazione mi hanno sempre fatto risultare un po' come una gatta morta, o comunque come qualcuno che stesse cercando di attirare le altrui attenzioni. Nulla di esagerato, è solo che mi piaccio molto. Fra i colleghi italiani c'erano Alex, un uomo sulla quarantina, ...
... direttore di sala e calabrese doc; Manuela, la mia più diretta collega, mezzo napoletana mezzo comasca, che stava al Bar con me e Davide, 24 anni, ragazzo di origini ecuadoriane, trasferitosi a Como da tanto tempo ormai. Fu lui il primo a farmi arrossire. Lui lavorava come cameriere di sala e, come già detto, io al Bar quindi non c'erano effettivamente tantissime occasioni per parlare e conoscerci. Ma si sa, in ristorazione tutti fanno tutto e molto spesso ci trovammo a lavorare spalla a spalla o a pulire insieme gli stessi cessi. Fu proprio una delle mie prime mattine lì che dovemmo condividere il fantastico lavoro di pulizia del bagno, alle 10 del mattino. Negli anni ho sempre cercato di dare al mio copro la giusta forma e di accentuare ciò che la natura mi aveva già regalato. Arrivato a 23 anni, dopo tanti anni di fatiche e diete improvvisate, mi potevo però dire soddisfatto del mio corpo, così longilineo ma proporzionato. Migliaia di piegamenti mi avevano fortificato i glutei e la danza classica fatta fino all'adolescenza aveva fatto il resto. Tutti mi considerano affascinante, ma con sempre quella punta di femminilità, che le curve del mio corpo aiutavano a creare. Insomma eravamo nel bagno insieme e lui mi mostrava i prodotti da usare per igienizzare il tutto senza troppo sbattersi. Molto autoritario era l'atteggiamento che cercava di mantenere nei miei confronti, ma di fronte a un bagno sporco, di mattina, due ragazzi pressoché della stessa età non potevano ...