-
Davide. quel pacco sul ramo del lago di como
Data: 24/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: Devil93
... continuare a mantenere un finto alto profilo. Senza se e senza ma, ad un certo punto esclamai: cazzo che schifo, pensare che mi sono pure laureato e ora sto pulendo i rifiuti organici altrui. Lui rise e si sciolse un po' e da dietro mi prese di mano lo straccio che stavo usando per farmi vedere il movimento giusto ( come se ce ne fosse uno ) per pulire bene lo specchio del lavandino. Un impercettibile contatto fra il suo petto e la mia schiena e fra le nostre mani che mi fece diventare rosso. Lui mi guardò con i suoi profondi occhi scuri incorniciati da una carnagione altrettanto scura e sorridendo balbettò qualcosa e poi mi disse che sarebbe andato a fare qualcos'altro di imprecisato. Riuscì anche a inciampare sul secchio dell'acqua di fianco, giusto per accentuare ancora di più il suo evidente imbarazzo. I giorni di lavoro passavano lenti e ogni giorno cresceva in me la volontà di rinunciare al lavoro per le troppe ore e il poco cash a fine mese. Una sera, restammo soli io e Davide, che mi avrebbe assistito durante la chiusura fiscale, che ancora non sapevo fare alla perfezione. Complice l'esaurimento nervoso provocato da 9 ore di lavoro consecutive arrivai alle 24 stremato e impaziente di tornare a casa. Finimmo quindi subito tutto ciò che c'era da fare, chiudemmo il ristorante e uscimmo dal locale. Davide non vive molto lontano da me, ma questa era la prima volta che finivamo alla stessa ora e potevamo quindi effettivamente tornare a casa insieme. Non lo avevo ...
... nemmeno mai visto in abiti civili e devo dire che, complice il riflesso della luna sull'acqua del lago, la sua pelle emanava una naturale brillantezza: i suoi polpacci erano muscolosi, come le cosce; le spalle leggermente ampie e il suo viso davvero bello e proporzionato. Il mio sedere non è certo male, ma anche il suo era davvero uno spettacolo da guardare in movimento, stretto in un paio di jeans chiari forse troppo stretti per tutto quel carnevale di muscoli e pelle. Parlavamo del più e del meno, mentre imboccammo una stradina del centro storico che ci avrebbe poi portato a mille altre strade da percorrere visto che sia lui che me non abitavamo certo in centro. Così parlando dissi: come mi manca fumare erba! Da quando sono qui non ho ancora trovato nulla e sto impazzendo. In allerta come un daino nel periodo di caccia, i suoi muscoli facciali si spostarono velocemente e dalla tasca della giacca tirò fuori una canna, accompagnata da uno dei suoi splendidi sorrisi. Ero in paradiso. “Qua è pieno di sbirri e, considerato che in 10 anni non mi hanno ancora dato la cittadinanza, non vorrei proprio essere un nero dietro le sbarre stanotte, andiamo a casa mia”. Non me lo feci ripetere e continuammo a camminare fino alla destinazione. Il primo tiro mi sballò subito e nel divano del salotto di casa sua mi sentivo tremendamente ( forse anche troppo) a mio agio, così da iniziare uno spogliarello di fronte ai suoi occhi. Ovviamente tolsi solo la giacca, il cappellino e le ...