1. La guerra di leontina


    Data: 25/12/2019, Categorie: Etero Autore: 4occhi

    ... baciarono furenti, si mangiavano, succhiavano a vicenda, era una lotta, una conquista. E lui l’avrebbe fatta sua, quel gioco l’avrebbe vinto lui.
    
    Si sfregava contro di lei per farle sentire l’effetto che le faceva, le prese una mano e la portò sul pacco, gonfio. Lei cercò di resistere ma lui la tenne ferma a sentirlo. Una schermaglia. Lei si abbassò di colpo e gli aprì i pantaloni e li fece scendere sulle gambe, audace ma inesperta si bloccò davanti all’erezione di Enrico.
    
    Lui dall’alto sorrise e la rialzò, ma lei spaventata lo prese a pugni sul torace. “Shh…ferma” le disse stringendola, “Non farò nulla che non vorrai, ti fidi di me?”. Fiducia.
    
    Lo guardò e comprese che al mondo non c’era nessuno di cui si fidava di più. Il suo eterno nemico, la persona che aveva percosso di più nella sua vita, era anche quella a cui voleva più bene. E con quella consapevolezza, gli cinse il volto con le mani, era come se lo vedesse per la prima volta.
    
    Lo baciò sulla guancia, sul naso, sul mento e lo baciò sul serio. Le spostò la camicetta e le baciò un seno, il suo capezzolo rosa, era frutta nella sua bocca.
    
    Lui la sdraiò sul fieno per terra, le alzò la gonna e le sfilò le mutandine, lo aveva già fatto andando con donne più grandi di lui in città, ora era lui a dirigere la cosa.
    
    Le toccò la passera trovandola umida e calda, la penetrò con le dita abituandola all’invasione. Andò sicuro visto che Leontina rispondeva con passione al suo tocco, lo baciava con trasporto. La ...
    ... sentì andargli incontro a prendere di più la sua mano. Capì che era il momento giusto, si mise tra le sue gambe e si sfregò il pene contro, era bellissimo. Una brezza li rinfrescava, loro, bollenti e sudati.
    
    Lui la prese piano ma deciso, non si sarebbe fermato per nulla al mondo.
    
    Lei si sentì riempire e il panico la fece agitare, iniziò a tempestare la schiena di Enrico di pugni,
    
    “Maledetto, bastardo…ti odio…ti…” , un dolore acuto, un attimo e poi più nulla.
    
    Lui si fermò un secondo a baciarla, poi riprese a muoversi dentro di lei. Avvinghiato nel suo corpo godeva immensamente, la vide cambiare espressione e buttare la testa indietro.
    
    Andarono avanti parecchio, incuranti di tutto quello che accadeva poco fuori la stalla. Lui affondava e si perdeva, ogni colpo di più, non aveva mai provato un simile abbandono e godimento.
    
    Lei presa dal piacere gli mordeva le braccia, il collo…era l’unico che poteva toccarla, nel corpo e nel cuore. Più veloci e gementi arrivarono all’apice quasi insieme, lui le venne dentro, riempendola di sé, non gli passò nemmeno nel cervello di fare altrimenti.
    
    Restarono abbracciati, stesi a godersi l’ambito riposo, si guardavano come se fosse la normalità quella confidenza, senza vergogna lei restò a seno scoperto a godersi quella sensazione di pace…
    
    Pace, dopo anni di guerra era finalmente arrivata. Chi depose per primo le armi fu tema di discussione successiva, ne discussero tutta la vita passata insieme. Ma quella fu un’altra storia e ...
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