1. Una storia di m(e)


    Data: 23/08/2017, Categorie: Prime Esperienze Autore: uars, Fonte: Annunci69

    ... Le accarezzo il culo. Strano contrasto le mie mani fredde contro i suoi glutei caldissimi. Improvvisamente prendo a sculacciarla, incitandola volgarmente.
    
    “Ingoialo tutto, troia… Sì, così… Ma non ti sborrerò in bocca, non ancora. Prima voglio infilartelo nella fica, lo so che è bollente la tua fica…” Ha un moto di ribellione. Cerca di divincolarsi ma non glielo permetto. Le ricaccio il cazzo in bocca, ma dopo solo qualche minuto lo levo. Sto per venire.
    
    La strattono per farla rialzare, ma la vedo intontita, priva di forze. La rimetto in piedi, barcolla, sembra che le giri la testa. Appena su le ficco un dito nella fica che è rovente, bagnata. Le prendo il clitoride fra due dita e glielo stimolo con vigore. Lo sento gonfiarsi e se possibile mi eccito ancora di più. Ma anche lei si eccita. Le ravano il dito dentro senza pietà, poi lo tolgo di scatto, la spingo contro la parete con la faccia al muro, e la schiaccio col mio corpo.
    
    Ho voglia di incularla ora. Le appoggio il cazzo contro il culo ma lei mi sfugge, si gira, mi grida che le sto facendo male, che non vuole. La tranquillizzo, le accarezzo il viso, le parlo a voce bassa ammettendo che mi sono forse lasciato andare ma che quando ho visto il suo splendido culo non ho resistito, non ho potuto trattenermi.
    
    “Ma anche quello prima o poi mi apparterrà, sarò io a prenderlo per primo…” Si sente rassicurata, nonostante tutto. E’ un attimo: prendo la chiave, apro la porta, la afferro per un braccio e la trascino in ...
    ... salotto, per sbatterla sul divano di pelle. So che quella pelle le si attaccherà al corpo nudo, alle natiche, alla schiena. Le darà un senso di disagio.
    
    E’ distesa ed io mi distendo sopra di lei. Mi implora con un filo di voce di infilarle la lingua in bocca. Vuole baciarmi. Allargo le ginocchia spalancandole le gambe e glielo schiaffo dentro fino alle palle. Pompo velocemente.
    
    “Lo senti? Lo senti tutto? Lo so che stai godendo, troia, lo sento dai battiti del tuo cuore, dal tuo respiro affannoso… Dai, godi, godi troia… sei la mia troia…” Ma lei non risponde in alcun modo, solo continua a gemere.
    
    “Ora voglio venire, venirti dentro, hai capito? Hai capito puttana?” Spingo ancora, rantolo un ultimo ruggito ansante e poi mi abbandono sopra di lei. Il tempo di prendere fiato. Non ho voglia di parlarle. Mi rivesto velocemente buttando là un generico: “Ci vediamo in discoteca.” Non replica, non parla, non mi saluta.
    
    La domenica sera ci si rivede. Quando le chiedo come sta mi risponde che ha ancora il mio odore addosso. Rido. Mi chiede della mia ragazza, perchè non viene mai in discoteca. Per la millesima volta le ripeto che abita a Torino, dove studio. Beh, studio per modo di dire. Faccio l'ultimo anno alle serali, ma il venerdì, che lavoro, esco mezz'ora prima per arrivare in tempo per la serata. Penso alla mia ragazza immaginaria. E poi a lei. con cui ho solo voglia di giocare, di divertirmi, voglia di sfrenatezza d’un gioco fatto di ansie e attese. Le sue. E questo gioco ...
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