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Iniziazione - 3
Data: 30/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad
Tornai a casa che ero furibondo: l’idea che Roberto facesse quelle cose anche con altri, con mia sorella, mi dava ai nervi. Non lo sopportavo! Decisi che non sarei più andato da lui. Mai più! Così impara! Del resto, non mi aveva neanche chiesto di tornare il giorno dopo… Che pezzo di stronzo! In casa quel pomeriggio trattai male tutti, e i miei, dopo un po’, mi lasciarono stare, pensando che avessi una delle mie mattane. La mattina dopo ero ancora decisissimo a non cedere al desiderio di rivederlo. Dopo mangiato, corsi a chiudermi in camera, ma smaniavo. Cercai di leggere qualche fumetto, ma non riuscivo neanche a vedere le figure. Rimasi così a sudare e a rigirarmi sul letto per un paio d’ore, finché non ce la feci più, mi vestii e mi precipitai fuori, correndo a perdifiato a casa di Roberto. Quando entrai nel suo appartamento, lo trovai in accappatoio, tutto bagnato, che si stava asciugando dopo una doccia. Il cuore mi batteva forte forte: era ancora più bello di come lo ricordavo. “Ciao, - mi fece – non ti aspettavo più, ormai.” “Mi aspettavi?”, chiesi, ancora ansimante. “Certo che ti aspettavo, cosa credi?” Il sangue tornò a circolarmi nelle vene… Roberto mi aspettava!... Mi sentii vergognare da quanto ero stupido … “Aspetta che finisco d’asciugarmi.”, disse e scomparve nel bagno. Mi buttai su una poltrona. Mi aspettava! Sentii un rumore dalla parte del bagno, mi voltai e con un tuffo al cuore lo vidi venire verso di me completamente ...
... nudo! Dio, che bello era! Con quel corpo asciutto e abbronzato, quel ciuffo di peli ricciuti in cima alle gambe, quell’esile tubicino che penzolava molle, quell’aria divertita negli occhi. Mi venne vicino. Il suo profumo mi avvolse e fu allora che notai per la prima volta, con un senso di struggimento, la borsa pelosa che gli penzolava tra le gambe sotto l’uccello. “Di’ un po’, - mi fece – perché sei scappato via così all’improvviso, ieri?” “Mi aspettava la mamma.”, risposi evasivo, sia pure vergognandomi un poco. “No, non me la dai a intendere, carino: cosa c’è che non va?” “Niente”, ribattei ostinato. “Non ci credo.”, mi disse con aria dolce, inginocchiandosi davanti a me. Non ce la feci più. “Mi faceva rabbia…”, confessai. “Cosa?” “Che tu facessi quelle cose anche con altre persone… anche con mia sorella.”, dissi tutto d’un fiato. “Oh, povero caro… Ma sei geloso! – sospirò, attirandomi a sé e stringendomi forte – Geloso di me… Senti, Fabrizio, è vero che faccio quelle cose anche con tua sorella…” Mi irrigidii e feci per staccarmi da lui, ma Roberto mi trattenne e mi strinse ancora più forte. “Ma lei è la mia fidanzata, capisci? – continuò – Con lei sono obbligato a farlo… Con te è diverso, con te lo faccio perché mi piaci… davvero… con te è molto più bello.” Mi rischiarai. “Davvero?”, chiesi esitante. “Certo, tesoro. E poi, tu sei molto più bravo di lei, sai?” Forse lo diceva solo per calmarmi, per lusingarmi, ma non mi ...