1. Iniziazione - 3


    Data: 30/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad

    ... interessava: era troppo bello sentirgli dire quelle cose.
    
    “Davvero mi aspettavi?”, chiesi di nuovo.
    
    “E non vedevo l’ora che tu venissi, tesoro! E quando ho visto che non arrivavi… Dio, ho avuto paura…”, e mi strinse ancora più forte, con un gemito e un sospiro.
    
    Ero al settimo cielo.
    
    “Ti voglio bene!”, dissi all’improvviso, ricambiando il suo abbraccio.
    
    Poi Roberto mi staccò da sé e si rialzò. Il suo cazzo mi penzolava davanti mezzo duro, allungai la mano, glielo presi e subito gli si indurì del tutto.
    
    “Voglio fartelo pure io… - dissi d’impulso – con la bocca…”
    
    Roberto mi carezzò dolcemente la testa, mi prese per mano e mi portò in camera da letto. Mi spogliò nudo e poi si sdraiò sul letto a gambe larghe. Fissavo ammaliato, l’uccello, che ormai si ergeva turgido con la sacca voluminosa dei coglioni appesa sotto. Ricordando come aveva fatto lui il giorno prima, mi accovacciai in mezzo alle sue gambe; Roberto se lo prese con una mano, lo scappellò e me lo porse.
    
    “Vieni”, disse e mi pose l’altra mano sulla nuca, guidandomi a sé.
    
    Accostandomi, mi raggiunse il suo odore, un odore pungente e insieme dolce, l’odore del suo cazzo maturo… Vincendo la ripugnanza, avvicinai le labbra alla cappella ed ebbi una stranissima sensazione, sentendone la superficie vellutata. Feci per prenderla in bocca, ma era talmente grossa, che non mi entrava. Pure mi sforzai, ma appena la metà riuscii a prenderne.
    
    “Non ce la faccio.”, dissi.
    
    “Non importa, tesoro, non è ...
    ... colpa tua, è ancora troppo grosso per te. Leccalo un poco.”
    
    Allora presi a leccarlo tutt’attorno alla cappella, scendevo fino alla base, poi tornavo verso la punta, come avevo visto fare a lui con me, e confesso che dopo un primo momento di ribrezzo, lo trovai bellissimo: il suo odore era coinvolgente e anche il suo sapore mi piaceva.
    
    Provai a leccargli le palle, ma rabbrividii al solletico dei peli sulla lingua, allora tornai a leccargli la cappella, passandogli la lingua sotto l’orlo del glande, dove più forte era l’aroma, mordicchiandogli delicatamente il filetto, scavandogli nel taglietto con la punta della lingua. Nessuno mi aveva insegnato queste cose, mi venivano in mente da sole come per istinto, e piacevano a Roberto, che sentivo con gioia fremere e ansimare.
    
    “Adesso mettici la bocca sopra, - mi disse dopo un poco – fallo entrare giusto un poco e succhia, mentre mi fai su e giù con le mani. Ecco, così… - continuò, intanto che facevo come lui mi diceva – Bravissimo… Ah… adesso fammi una sega e succhia… Oh… muovi anche la lingua… Sì…”
    
    La sua cappella mi era scivolata fra le labbra per una buona metà, era viscida e bagnata. Ebbi un moto di schifo, ma mi feci forza: non potevo deluderlo, non volevo!
    
    Allora l’avvolsi con la lingua, mi lasciai coinvolgere dal gusto salaticcio di quella bava e succhiai, mentre cominciavo a fare su e giù con la mano. Roberto si agitava e gemeva, carezzandomi i capelli convulsamente… E io roteavo la lingua sul suo glande… e lo ...
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