1. Missioni... africane - seconda parte


    Data: 30/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Honeymark

    ... molto facilmente. Sentii il vuoto oltre l’ano e capii che era sanissima. La situazione mi stava eccitando da morire e purtroppo non l’avrei sodomizzata. Però l’idea di profanarla col cero mi turbava…
    
    - Non ti farò male, – confermai sfilando il dito. – Ma devi collaborare come se stessi per sodomizzarti. Pronta?
    
    - Vai. – Disse socchiudendo gli occhi.
    
    Iniziai ad accarezzarle l’interno delle cosce, risalendo fino agli inguini e alla figa, che presi in mano dolcemente per palesare la mia presenza. Poi le accarezzai a lungo le natiche e la fessura del culo, il tutto per renderla ricettiva. È una cosa che faccio anche quando lo metto in culo, aiuta molto e rende il tutto più piacevole. Dopo una preparazione così, implorano mentalmente che le inculi.
    
    Infine toccai il buco del culo, quasi per bussare alla porta sublime. Era pronta.
    
    Presi il cero e guardai la base, che avevo arrotondato con la fiamma per facilitarne l’introduzione, perché doveva restare fuori la punta con lo stoppino.
    
    Appoggiai il cero al buco del culo e cominciai a fare quello che mi piace di più: allargare il buco del culo, introdurvi qualcosa e vederlo scivolare dentro.
    
    Ovviamente la cosa andata fatta con pazienza e attenzione. Non solo non devi far male, ma devi generare piacere nei liniti del possibile. Mercier, da quello che avevo capito, lo aveva già preso nel culo e la cosa non le era dispiaciuta. Ovviamente non potevo pensare di sostituirmi a un cazzo, ma ero certo che l’avrei fatta ...
    ... godere.
    
    Spinsi la prima parte, che entrò con una certa facilità. Attesi che l’ano si abituasse all’ingombro e, quando mi parve il momento giusto, lo spinsi dentro con determinazione sino a fine corsa.
    
    Mercier aveva reagito bene, una via di mezzo tra lo stupore e il piacere. Il che significava che collaborava. Qualche doveroso gemito, a significare che lo faceva per me e non per il suo piacere.
    
    Quando il cero arrestò la sua corsa, la sodomizzata si rilassò e attese che finissi il mio lavoro. Infatti cercai di togliere possibili attriti dell’ano sul cero e mi aiutai con le dita per tirare in fuori la pelle e sistemare il cero nel suo alloggiamento. Un lavoro che, oltre a piacermi, rendeva più piacevole il cero nel culo della sottoposta. Presi il cero con due mani e ne verificai la tenuta. Era perfetta, la stavo letteralmente tenendo per il culo. Le accarezzai nuovamente le fessure e le asciugai la figa con una salvietta di carta.
    
    - Tutto bene? – Domandai a Mercier.
    
    Annuì.
    
    Presi lo spray che si spruzza sulla pelle quando si fanno foto di nudo e la avvisai.
    
    - Serve per rendere la pelle più viva, – le spiegai. – Forse con te non ce ne sarebbe bisogno, ma preferisco farlo.
    
    A sentire il liquido nebulizzato le venne la pelle d’oca e parve che il buco del culo volesse strozzare il cero. Sapevo che alla fine il cero sarebbe stato deformato, ma era per questo che la cera andava benissimo per questi giochi. Le passai la pelle con un panno come se avessi voluto ...