1. Missioni... africane - seconda parte


    Data: 30/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Honeymark

    ... Ahi! – Gridò Mercier a un colpo troppo forte.
    
    - Scusami, – le dissi.
    
    - Non preoccuparti, – aggiunse. – Colpiscimi ancora senza preoccuparti delle mie reazioni. Usa pure la forza.
    
    Le diedi quattro scudisciate pesanti e lei urlò tutte le volte, mentre la fotografa scattava le foto con avidità.
    
    - OK, – intervenne Roxy d’un tratto posando la fotocamera. – Per me basta.
    
    - Ottimo Mecier, – dissi sollevato. – Adesso ti libero.
    
    Con calma la liberai da tutto e la aiutai a mettersi in piedi, ma sempre con il cero nel culo. Ci impiegammo un bel po’, ma poi la accompagnai al letto dietro la tenda.
    
    - Ora ti tolgo il cero, – le dissi.
    
    - No, ti prego, – mi fermò. – Lascia che lo faccia da sola.
    
    - D’accordo, – risposi. – Il bagno è là.
    
    Alla fine salutammo Roxy che stava scaricando il tutto nei suoi PC, poi la riaccompagnai a casa cercando di mantenere un rapporto amichevole con lei. Ma non parlammo e io mi ripromisi di parlarne con lei, come si dice, a bocce ferme.
    
    Non vidi né Mercier né Roxy per due mesi, finché questa non mi telefonò per invitarmi all’inaugurazione dalla mostra che sarebbe avvenuta un mese dopo.
    
    - Vengo volentieri! – risposi. – Come sono venuti i quadri?
    
    - Li vedrai tu stesso.
    
    - Hai invitato anche Mercier?
    
    - Ovvio! – Rispose.
    
    - Ostia… – commentai. – La gente capirà che la modella è lei…!
    
    - No – rispose sicura, – perché tra gli invitati ci saranno altri 7-8 neri, tra uomini e donne. Vengono da vari consolati africani in ...
    ... Italia. Sta diventando una mostra molto importante.
    
    - OK, – risposi allora. – L’accompagnerò io.
    
    Il giorno dell’inaugurazione, come Roxy aveva previsto, la mostra era piena zeppa di persone di alto livello. Ci saranno state almeno un centinaio di persone. Aveva sparso abilmente la voce che si sarebbe trattato di qualcosa di molto dissacrante per condannare il passato di schiavismo praticato da europei e americani sull’Africa.
    
    I quadri appesi alle pareti saranno stati una ventina ed erano tutti coperti da teli. Io e Mercier non avevamo visto le opere d’arte ma solo approvato le foto scelte. Eravamo giustamente in ansia.
    
    La presentatrice dell’esposizione aveva spiegato come le tele di Roxy dovevano essere non solo una condanna al razzismo ma anche al pietismo peloso e al finto scopo religioso che spesso coprono ulteriori sfruttamenti da parte di abili multinazionali.
    
    L’autrice, prendendo la parola, aggiunse che già il titolo dell’esposizione sarebbe stato dissacrante, precisando che lo avrebbe rivelato solo un attimo dopo che venissero fatti cadere i teli e scoperte le opere.
    
    I teli vennero fatti cadere con una cerimonia in pompa magna, mentre Roxy pronunciava il titolo:
    
    - Signore e signori – annunciò con tono enfatico, – ecco a voi l’esposizione intitolata… «Missioni africane»!
    
    In tutte le tele c’era la foto del culo di Mercier con il cero acceso conficcato come un candelabro. Un candelabro umano. Una fila interminabile di candelabri umani, a significare ...