1. Missioni... africane - seconda parte


    Data: 30/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Honeymark

    ... lucidarla e in effetti il risultato era quello.
    
    - Sei uno spettacolo! – Esclamai.
    
    Continuò a tenere gli occhi chiusi ma espresso un piccolo sorriso.
    
    - Siamo pronti, – dissi a Roxy. – Dimmi cosa dobbiamo fare.
    
    - Intanto spostati che faccio le foto che mi ero riproposta di fare.
    
    Lasciò la macchina sullo stativo e scattò una decina di foto spostando il carrello sulle rotelle, avvinandosi sempre più al culo candelato. Poi staccò la macchina e cominciò a fare dei primi piani. Presi anch’io la mia macchina fotografica e iniziai a fare foto di scena. Sarebbero servite per ricostruire come le aveva fatte, ma ci sarebbe anche piaciuto guardarle.
    
    - Prima hai preso il cero con due mani, – Mi disse. – Fallo di nuovo, prendila per il culo così.
    
    Obbedii e lei scattò foto.
    
    -Ora accendo lo stoppino. – Ordinò, guardando sul display gli scatti fatti fin lì.
    
    Riprese a fare foto quando la fiammella era piena e la cera cominciava a scendere lungo il gambo. Da quante le faceva, sembrava che volesse documentare la cera sciolta che scendeva.
    
    - Tra un po’ la cera raggiungerà la fessura del culo, – avvisai Mercier. – Dapprincipio ti sembrerà che scotti, ma poi il calore si placa e la cera si indurisce.
    
    - Voglio che la cera ti ricopra la vulva, – precisò Roxy. – Resisti. È una foto essenziale, nel caso io non volessi far vedere la figa.
    
    Mercier sembrava agitata e allora le accarezzai le natiche e le passai la salvietta sulla figa, indugiando proprio per metterla a ...
    ... suo agio. Si rilassò.
    
    Dopo un po’ la vulva era ricoperta di cera e Roxy aveva continuato a scattare fotografie.
    
    - Modella un po’ la cera con la mano, – mi disse poi.
    
    Sperando di aver capito cosa intendesse, cercai di schiacciare la cera sulla figa.
    
    - Bene, – disse a un certo punto. – Adesso facciamo qualche foto particolare.
    
    - Cioè?
    
    - Ammanettale i polsi sotto il culo.
    
    Mi passò delle manette di acciaio.
    
    - Hai le chiavi, vero?
    
    - Sì, sono qua. – Me le fece vedere.
    
    Allora presi le mani di lei e le bloccai dietro le gambe. Stando così poggiava il corpo sul viso, che teneva piegato sulla sinistra.
    
    - Toglile le manette e usa queste pastoie.
    
    Erano delle strane manette, fatte per tenere i polsi bloccati alle caviglie.
    
    - Metti anche la barra trasversale, – continuò Roxy. – Serve per tenere distanziate le gambe in modo che si veda meglio il cero che esce dal culo.
    
    Impiegai un po’ a metterla in posizione così bloccata, ma alla fine la scena era stupenda. E difatti Roxy scattò una miriade di foto.
    
    Poi mi mise in mano un gatto a nove code, la frusta che si usa nell’Estremo Oriente.
    
    - Non fa male, se la usi piano. – Disse Roxy. – Frustale il culo come per spegnere il cero.
    
    - Posso? – Domandai a Mercier.
    
    Lei annuì facendo una smorfia per la posizione in cui si treovava. E io colpii il suo culo, cercando di spegnere la fiammella del cero che usciva superbamente dall’ano. Lo feci più volte, provando un insano senso di gioia malvagia.
    
    - ...