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Serial sucker - 3
Data: 03/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad
... mano, glielo smanettava, si smanettavano… venivano assieme. Questo canovaccio andò arricchendosi ogni sera di più, finché giunse il momento in cui Beniamino gli si inginocchiò davanti e cominciò a leccarglielo. Cercò di immaginare la sensazione che la cappella avrebbe dato alla sua lingua, la sensazione che la sua lingua avrebbe dato alla cappella, al cazzo dell’amico… cercò di immaginarne il sapore… e poi cominciò a immaginare il suo amico che si muoveva dentro la sua bocca… sentì che lo prendeva per la testa e pompava con vigore… La mano ormai gli correva frenetica sull’asta congestionata… il piacere cominciò a risalirgli pulsante lungo la grossa vena… cercò di trattenerlo per prolungare il più possibile quella entusiasmante agonia… Ma anche il cazzo nella sua bocca ormai vibrava fuori controllo e sborrò, allagandogli la lingua di sugo denso… Beniamino non lo aveva programmato, gli era venuto istintivo immaginare che l’altro gli sborrasse in bocca, e la cosa lo stupì, per un istante la sua mano si bloccò, rischiando di perdere l’orgasmo; ma si riprese e portò l’impresa a compimento, bagnandosi il doppio del solito. Da quel momento, il suo assillo divenne scoprire cosa si provasse a ricevere in bocca la produzione di un uomo. Che sensazione dava quel liquido denso sulla lingua? Che sapore aveva? Beniamino non ci dormiva la notte. Provò ad assaggiare il suo, ma il calo di libidine post-eiaculatorio, gli rendeva la cosa alquanto schifosa: si rendeva conto che doveva ...
... essere sotto pressione per riuscire a farlo e quindi aveva necessariamente bisogno di un altro, di un donatore… un donatore di sperma. Se prima le sue fantasie masturbatorie lo vedevano infilare le mani nella patta di questo o di quello; adesso lo vedevano in ginocchio davanti a qualcuno a tirargli fuori dalla patta l’uccello turgido e cominciare a succhiarglielo fino a ricevere in bocca l’ambito premio. Aveva diciotto anni ormai; i suoi ormoni schizzavano in tutte le direzioni alla sola vista di un ragazzo che gli stimolasse le corde giuste, ma come realizzare il suo bisogno, come arrivare…? Cominciò a gironzolare attorno a certi posti in cui, fra battutacce e commenti irripetibili, aveva sentito dire che i froci andavano a rimorchiare: giardini pubblici per lo più, fra cui il famigerato Parco Balletti, che già conosciamo. E in effetti un certo via vai era evidente, ma non avendo il nostro eroe un fisico da sballo, né alcun altro richiamo particolare, pochi lo degnavano più di un’occhiata, prima di inoltrarsi nell’intrigo dei sentieri oscuri. Poi, un giorno gli capitò di ascoltare in tram una conversazione da cui gli parve di capire che in un certo cinema succedevano cose turche. Allungando al massimo le orecchie, riuscì a carpire il nome del locale, a casa lo cercò sulla guida della città e una sera si decise. Aveva il cuore in gola, quando si avvicinò alla cassa e porse alla cassiera un biglietto da dieci euro. “E’ un film per adulti, - biascicò quella – ce ...