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Serial sucker - 3
Data: 03/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad
... l’hai diciotto anni?” “Vuole la carta di identità?”, e fece l’atto di tirarla fuori dal portafoglio. “Ok, ok, mi fido.” Preso il biglietto, Beniamino entrò nel buio della sala e si sentì torcersi lo stomaco, quando, passato l’attimo di abbagliamento, distinse quello che stava succedendo sullo schermo. Si guardò attorno: la sala era semivuota, stando alle teste che spuntavano dalle poltrone, ma poi si rese conto che parecchi spettatori erano in piedi lungo le pareti, soprattutto in fondo. Il buio della sala, l’odore denso e graveolente dell’aria, l’incertezza gli diedero un attimo di panico. Ebbe l’impulso di scappare via, ma gli tremavano troppo le gambe, così andò un poco avanti e si sedette al centro di una fila vuota. Nel tentativo di superare l’imbarazzo del momento, si concentrò sullo schermo dove un giovanissimo Rocco Siffredi si preparava a sborrare nella bocca spalancata della partner. Non appena il fiotto denso si spiaccicò sulla lingua della donna, che si affrettò a ingoiare l’intera cappella, Beniamino provò una tale sferzata di libidine, che fu sul punto di sborrare anche lui, senza neanche toccarsi. Non si era ancora ripreso dallo stordimento, che avvertì la presenza di qualcuno al suo fianco e subito dopo qualcosa lo sfiorò all’altezza della coscia. “Che faccio, adesso?” pensò, rendendosi conto che lo stavano agganciando. Ma non ci fu bisogno di prendere nessuna decisione, perché subito l’intruso gli fece scivolare la mano sulla coscia e ...
... la spinse fino a lisciargli l’inguine. Beniamino sentì il gemito soffocato dello sconosciuto, quando sfiorò il suo cazzo teso dentro i pantaloni. Beniamino lo sbirciò con la coda dell’occhio: era giovane e aveva pure lui lo sguardo fisso sullo schermo. Allora, Beniamino raccolse tutto il suo coraggio e portò la mano a sfiorare la coscia dell’altro, che però la ghermì e se la portò sul pacco, tenendola premuta lì, mentre il respiro gli si faceva sempre più pesante. Poi, scostata la mano di Beniamino, lo sconosciuto si aprì la patta, tirandoselo fuori. Stettero un po’ immobili entrambi, finché Beniamino superando l’imbarazzo, allungò la mano e strinse il gambo sudaticcio; l’altro non perse tempo: sollevò un braccio, lo passò sopra lo schienale della poltrona, quindi lo prese per la nuca e cominciò a piegargli la testa verso il suo inguine. La resistenza fu breve, la discesa sempre più rapida. Quando fu a breve distanza, un odore pungente gli fece arricciare il naso e Beniamino cercò di liberarsi; ma lo sconosciuto mantenne saldamente la presa e piegandolo ulteriormente: “Succhiamelo, frocetto, - gli bisbigliò – sei qui apposta.” Già, era lì apposta. Beniamino inspirò profondamente quell’afrore acre che cominciava a piacergli, poi dischiuse le labbra e ingoiò la cappella viscida e asprigna, accennando un leggero su e giù. “Oh” sospirò lievemente lo sconosciuto al calore bagnato della bocca che lo stava accogliendo, alla levigatezza del palato, alla lingua che gli ...